Armaud @ Maison 22, Bologna

L’ avevamo lasciata alle Serre dei Giardini Margherita, in una fresca domenica di settembre, a Bologna. Fu in quell’occasione che scoprii per la prima volta Armaud e ne rimasi stregata.

A distanza di pochi mesi, molto è cambiato: l’arrivo della stagione in cui cadono le foglie, e l’uscita del suo album How to erase a plot, per la Lady Sometimes Records, che avevo ascoltato prima della sua pubblicazione, proprio quella domenica.

Stavolta, il contesto è diverso, piuttosto singolare: venerdì 13 novembre, Armaud è a Bologna, in Via Indipendenza, 22. L’evento, organizzato da Sfera Cubica, si svolge all’interno delle mura domestiche di Maison 22 (vero e proprio laboratorio artistico), con posti limitatissimi (30-35 persone), su prenotazione.

Avevamo già descritto le eccezionali qualità del trio romano, la straordinaria voce di Paola Fecarotta (Armaud). Rimasi colpita dalla sua timidezza, ma anche dalla capacità di vincere la stessa indossando la sua chitarra e impugnando il microfono.

Colgo sfumature inedite rispetto all’ultima volta. Sarà che nel frattempo è uscito il disco, sarà che ho avuto modo di ascoltarlo attentamente. Saranno per entrambe le cose.

Il concerto, preceduto da un aperitivo, ha inizio poco prima delle 20,30.

Luci soffuse, un parquet cosparso di puff e cuscini pronti ad accogliere i presenti, atmosfera intima.

La band riproduce ogni pezzo del disco. Stavolta riesco a notare una gran complicità e compattezza tra i membri della band, grazie agli incroci di sguardi e allo scambio di simpatiche battute tra un brano e l’altro; Paola appare maggiormente a suo agio, merito probabilmente del riscontro positivo che il disco ha avuto, anche dalla critica musicale.

La voce sinuosa e lieve di Paola di fonde alle melodie create da Marco Bonini e Federico Leo, pur rimanendo sempre protagonista. Ablaze e il singolo Patterns sono sempre magnifiche.

BK è forse una dei brani meno immediati rispetto agli altri più ritmici, ma la particolare location riesce a donargli una veste diversa, così come May. Solo la chitarra accompagna la voce di Paola che appare tremendamente nostalgica e triste: what about me…?

Il gruppo chiude la sua performance con Spoiler, ricevendo gli applausi del suo pubblico.

Al termine del concerto, la sensazione che provo è che Armaud abbia suonato solo per me, e credo che questa sia un’illusione comune a tutti i presenti. Un’esperienza speciale, più unica che rara.

 

 

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