Masnadero – Masnada classica
ANNO: 2026
GENERE: folk,jazz…
ETICHETTA: Sac Recordings
Il nuovo progetto di Alessio Del Donno, artista multidisciplinare, ha un percorso ovviamente ‘laterale’ rispetto a quel che ci si può aspettare. Lo si potrebbe definire un folk portato “fuori strada”, non vuole essere accomodante, il cantante e chitarrista costruisce dieci tracce sghembe, con chitarre classiche, miste al flamenco e alla polvere e free jazz.
Il risultato è un disco che conserva una forte componente acustica ma sembra continuamente sul punto di deragliare, lasciando emergere un’attitudine punk più mentale che sonora.
Le reference dichiarate sono Nick Drake, Elliott Smith ma viene in mente soprattutto Howe Gelb, con quella geniale discontinuità che mantiene dal vivo.
Masnada Classica è anche malinconia, resa più ruvida e inquieta, che sa di mediterraneo e con i brani dove la chitarra classica diventa così non soltanto uno strumento d’accompagnamento, ma il perno intorno a cui ruotano silenzi, tensioni e arrangiamenti minimali.

È un passaggio sorprendente per Del Donno, musicista con un lungo percorso nell’underground italiano, dai 23 And Beyond The Infinite ai Faintin’ Goats, fino alle esperienze nel territorio della free improvisation.
Tutto questo bagaglio sembra confluire nell’esordio a nome Masnadero senza trasformarsi in semplice esercizio di stile. Al contrario, Masnada Classica sembra voler sottrarre piuttosto che aggiungere, lasciando spazio alle canzoni e alle loro imperfezioni.
Il disco funziona soprattutto quando mantiene questa tensione tra fragilità e disturbo, tra la dimensione intima della scrittura e la voglia di sporcarne i bordi. Sono brani che sembrano arrivare da un luogo polveroso e notturno, ma senza rinunciare a improvvise aperture melodiche. Un folk irregolare, contaminato e poco incline alle definizioni, che trova proprio nella sua natura laterale la propria forza.
Masnada Classica è quindi un esordio che non cerca scorciatoie: dieci canzoni che mettono insieme cantautorato, flamenco, desert music e free jazz con un’attitudine underground autentica. Un disco obliquo e personale, capace di trasformare la malinconia in materia viva, nervosa e contemporanea.

