Interview – Under One Hundred

Fuori dal 22 maggio “Stato: Instabile”, il primo EP degli Under One Hundred. Sei canzoni che raccontano momenti di vita di una generazione che cerca il proprio equilibrio in un mondo frenetico.

“Stato: Instabile” si muove in un sound originale che sa mescolare il rap old school con l’elettronica. Abbiamo brani che ti entrano in testa che suonano più rap come “Siamo Solo Persone” e “Ne Vale La Pena”, per passare ad altri come “Ansia” dall’impronta più elettronica. Ritroviamo pezzi anche come “Sto Nel Deserto” più cupo e arrabbiati.

“Il nostro EP racconta frammenti di vita contemporanea tra relazioni nate online, ansia quotidiana, bisogno di resistere e realtà sociali che pesano. Un progetto che attraversa momenti personali e collettivi, restituendo l’immagine di una generazione sospesa tra connessione e distanza, pressione e ricerca di equilibrio”, così il trio descrive il proprio lavoro.

Ciao ragazzi, come sono nati gli Under One Hundred?

Ciao a tutti, gli Under One Hundred si sono formati nel gennaio 2021 dall’unione di Sebass (Sebastiano Modolo), Samakruss (Luca Padovan) e Billy (Giorgio Billato). Tutti e tre facevamo già musica per conto nostro e ci è sembrata una buona idea incontrarci e provare a creare qualcosa insieme.

E’ uscito da poco il vostro ep, qual è il pezzo che sentite più vostro? Quello che vi rappresenta di più?

Direi che ogni pezzo dell’ep ha qualcosa che ci rappresenta ma se dobbiamo sceglierne uno direi “Ansia”, in particolare per la potenza del pezzo e per la sonorità più elettronica che abbiamo cercato di dare. 

Qual è invece il pezzo che è stato più difficile da realizzare?

Credo che il pezzo più complicato da realizzare sia stato “Siamo solo persone”, da quando abbiamo deciso di sperimentare delle sonorità nuove questo è il primo pezzo che abbiamo deciso di realizzare; quindi, abbiamo dovuto dedicarci più tempo rispetto ad altri brani per trovare una soluzione efficace.

Nel vostro trio, chi è quello che “complica” di più le cose?

Onestamente quando lavoriamo insieme si crea sempre una bella sinergia e tendiamo ad essere quasi sempre d’accordo sulla direzione che devono prendere i nostri lavori; perciò, se le cose si complicano è merito di tutti quanti.

In questo EP vi sentite più a raccontare il mondo o a sfogarvi su di esso?

Questo ep sotto molti aspetti è uno sfogo sul mondo e su tante situazioni che viviamo quotidianamente. In generale lo sfogo è una componente che è sempre stata importante e centrale nella nostra musica.

Se doveste descrivere il vostro EP senza usare parole legate alla musica, cosa usereste?

E’ un lavoro che cerca di esprimere con molta sincerità il nostro approccio ad alcune situazioni che la vita ci mette davanti, come queste situazioni ci cambiano, quanto ci influenzano e come cerchiamo di reagire per uscirne intatti, o persone migliori.

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