Biguan – Ne varrà la pena

Ci sono dischi che urlano per farsi notare, e poi ci sono quelli come Ne varrà la pena, che restano bassi, quasi in disparte, ma proprio per questo arrivano più a fondo. Il nuovo EP di Biguan – sei tracce, poco più di un quarto d’ora – è un lavoro compatto e profondamente personale, costruito come un flusso continuo attorno alla fine di una relazione . Non c’è una vera narrazione lineare: è più una serie di frammenti emotivi, istantanee che si susseguono senza cercare una conclusione definitiva. Ed è proprio qui che il disco trova la sua forza.

Biguan arriva dal rap, ma qui lo usa come un punto di partenza, non come un limite. Le sue canzoni si muovono tra indie pop e venature pop punk, con produzioni pulite ma mai fredde, capaci di sostenere testi che stanno sempre un passo avanti rispetto alla forma . Non c’è virtuosismo, non c’è voglia di impressionare: c’è invece una scrittura diretta, quasi spoglia, che sceglie la vulnerabilità invece della posa.

Brani come Un’altra notte o Il sole e la luna scavano nella parte più fragile del disco, quella in cui il vuoto post-rottura si fa più evidente, mentre pezzi come Mai da me o la title track provano a rimettere insieme qualcosa, senza però forzare una risoluzione . È un equilibrio sottile: stare dentro il dolore senza trasformarlo per forza in riscatto.

Quello che colpisce davvero è il tono. Biguan non cerca mai la frase ad effetto, non costruisce momenti “da citazione”: sembra piuttosto parlare a bassa voce, come se le canzoni fossero appunti presi di notte e lasciati così, senza rifinirli troppo. Ed è proprio questa dimensione quasi privata a rendere il disco credibile.

Ne varrà la pena non è un EP che prova a definire una scena o a ritagliarsi uno spazio a tutti i costi. È un lavoro che si muove ai margini, ma con una consapevolezza precisa: quella di chi ha capito che non serve alzare il volume per arrivare da qualche parte.

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Il titolo stesso del progetto racchiude questa tensione: una domanda sospesa che diventa anche un punto di partenza, un modo per dare senso anche ai momenti più difficili. Dal punto di vista sonoro, “Ne varrà la pena” si sviluppa su produzioni curate e coerenti, firmate interamente da Qwite (Lorenzo Bianchi), con la co-produzione di Oz Town (Alberto Mantelli) nella prima traccia. L’immaginario visivo è affidato alla fotografia di Leo Baggio e alle grafiche di Maxim Kotov e Alessandro Pelosi. Con questo EP, Biguan conferma la sua capacità di raccontare senza filtri la propria interiorità, trasformando esperienze personali in un percorso condivisibile, in cui è facile riconoscersi. Un lavoro che non cerca risposte definitive, ma invita ad attraversare le domande fino in fondo.



BIO:

Pseudonimo di Giuseppe Fammoni, è un cantautore proveniente dalla provincia di Firenze. Il suo stile fonde il rap, l’indie pop e il pop punk e si basa su testi molto intimi e introspettivi, caratterizzati da atmosfere nostalgiche. Ansie, relazioni e quotidianità vengono affrontate secondo diverse chiavi di lettura ma sono sempre al centro del racconto.

https://www.instagram.com/biguanbiguan/

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