Tipuana Tipu: quel modo pop di osservare la vita
Libera associazione di pensieri. Libero il suono che divaga e fluttua. Libero il ricamo digitale che comunque sembra non tener conto affatto dei cliché e del modo “pop” di pensare alla forma. Questo esordio discografico sembra venir fuori da contemplazioni sospese nel tempo… parliamo di “Pappagalli verdi rari” il primo lavoro di Tipuana Tipu. È strano, ve lo preannuncio: canzoni che nel loro divenire sembrano incerte sul “dove andare a parare” eppure, al tempo stesso, magnetiche ed intense. Sono contemplazioni appunto… personalissime e che, per venir masticate a dovere, chiedono tempo e nessuna distrazione.
Bellissimo l’uso dei synth… ci trovo tantissimi suoni anni ’80 e forse anche prima… sbaglio?
Sono sempre stato un amante delle tastiere e dei synth, prendo a piene mani dalle influenze anni 80 per questi strumenti ma vado anche indietro agli anni 60 dato che i Beatles sono una delle mie fonti d’ispirazione principali ( ho cercato di usare suoni di pads o tastiere che potessero evocare i leggendari strumenti che usavano i beatles come un Mellotron o un wurlitzer )
Nel mix la voce è davvero fuori… un modo assai da cantautore. Che scelta è stata?
L’intenzione era quella di amalgamarla si con gli strumenti ma anche che risaltasse come parte narrante di un percorso emotivo. Ma sicuramente ogni strumento all’interno della canzone ha la stessa importanza come mezzo di comunicazione per me. Semplicemente forse la voce e’ quella che uso come Lead, l’ho usata spesso anche per registrare delle percussioni fatte appunto con la voce e ho cercato di curare molto le armonie delle secondi voci ( anche qui ho cercato di apprendere quello che potevo dai 4 di Liverpool)
Credo di averla intercettata in rete… ma di te si è detto anche di una certa saudade all’italiana maniera. Cosa ne pensi? In realtà questo disco non si schiera con dinamiche precise ma sembra restare in bilico sempre…
Si forse sicuramente un senso di nostalgia misto a malinconia ma anche a una sensazione dolce di ricordo è diffuso per tutto il disco e quindi anche se parlo spesso di Barcellona nel sottostrato musicale delle canzoni c’e’ tanto del mio passato e quindi dell’Italia e della Romagna. E di conseguenza le dinamiche vanno un po’ dappertutto, non c’e’ mai una direzione precisa di dove si sta andando ne nel disco ne all’interno di una stessa canzone. Le vedo sempre come dei viaggi interiori senza un inizio o una fine precisa ma sempre con una evoluzione.
Il nuovo soul americano, losangelino, sembra un punto fermo. Hai fatto una ricerca anche in tal senso?
A me piace moltissimo il mondo Hip hop, Funk o new soul americano , per la produzione mi ispiro a Kanye west ma apprezzo moltissimo anche Anderson.paak , Tyler the creator, Lauryn Hill.. tutta gente che mischia con grande maestria vari generi. Cosa nel mio piccolo ho cercato di fare anche io.
E poi si esce da tutto con “Procedere”. Una vera rottura di tutte le abitudini… cosa ti spinge a questa parentesi?
“Procedere” vuol essere una sorta di protesta contro la routine , contro il solito tran tran, contro il lavoro che non ci piace o i dogmi sociali che diamo per scontati giorno dopo giorno. Procedere nel nostro gergo tra amici e’ usato in particolare come “ andare avanti” è come dire un po’ “ Dai” . Piccola curiosita’ volevo chiamare il pezzo IKEA ma per evitare qualsiasi dubbio legale ho preferito riassumere il concetto della canzone con un nuovo titolo: “Procedere”.



