Interview – Leumann
Leumann è un progetto di Manuel Parisella che non si pone barriere e limiti di genere musicale. Questa volontà di superare le definizioni lo porta a concepire musica come dei flussi fortemente legati al momento in cui nascono. Caldi synth analogici, fredde elaborazioni digitali, manipolazioni realizzate su nastro magnetico sono la sua cifra stilistica. Il debutto è avvenuto nel 2019 con “Dystopian Land(e)scape”, EP realizzato su un 4 piste a cassetta, pubblicato dalla statunitense Gertrude Tapes. Nel 2021 realizza la colonna sonora del film “Come una vera coppia” di Christian Angeli, vincitore di diversi premi in festival nazionali e internazionali. Dopo due anni di lavoro, Leumann ha pubblicato il nuovo disco “Here is not Here”, una passeggiata nel non luogo interiore che è il nido del nostro Io.
Ne abbiamo parlato con lui:

Come nasce la figura artistica di Leumann e cosa contraddistingue la sua musica?
Sono nato quando ho scoperto il nastro come strumento musicale. Nel 2017 ho comprato un Tascam 414, un registratore multitraccia a cassette, da lì è iniziato tutto. Col Tascam ho realizzato Dystopian Land(e)scape, il mio primo EP, prodotto dalla statunitense Gertrude Tapes. Il fatto di essere molto limitato dal punto di vista tecnologico, rispetto a un computer, mi ha stimolato molto dal punto di vista creativo. Poi amo i suoni letteralmente distrutti, rovinati e organici. Questo forse contraddistingue la mia musica: il fatto che è imperfetta.
Raccontaci “Here is not here”: come nasce e come è stata la sua lavorazione?
La lavorazione di Here is not Here nasce quando mi sono trovato a lavorare alla colonna sonora di “Come una vera coppia” di Christian Angeli. In quel periodo ho iniziato a scrivere musiche per il film e sono nate diverse canzoni che poi sono finite in questo disco. La lavorazione è stata abbastanza lunga rispetto al primo lavoro più che altro perché ho voluto prendermi tutto il tempo necessario a creare il suono del disco.
Come si distingue questo album rispetto a “Dystopian Land(e)scape” con cui hai debuttato?
Sicuramente il fatto di aver lavorato insieme ad altri musicisti, a parte Fabiano, con cui c’è una collaborazione di lunga data e che già aveva contribuito all’EP, ha spinto il mio ultimo lavoro verso una direzione che ha da subito avuto chiaro il fatto che avremmo portato il lavoro dal vivo. Gli arrangiamenti sono fatti in modo quindi che la nostra formazione possa suonare live senza snaturare i brani, anche se ci piace cambiare le carte in tavola e lasciarci prendere dal flusso del momento quando suoniamo tutti insieme.
Hai detto che durante la registrazione di “Here is not here” c’è stata una sorta di “improvvisazione in differita”. Ce ne parli più nel dettaglio?
A parte qualche piccola eccezione, tutti gli strumenti sono stati registrati di getto, senza delle parti stabilite in anticipo. Quello che ho fatto è stato preparare delle strutture su cui poi sono state costruite le tracce. Avendo una grande stima dei musicisti coinvolti e volendo ottenere un sound diretto e viscerale, non avrei mai potuto scrivere le parti per tutti, il risultato sarebbe stato un disco completamente opposto a quello che avevo in mente. Addirittura, parecchie tracce che sono finite nel disco vengono direttamente dai provini!
Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?
Sicuramente questa estate suoneremo un bel po’ dal vivo! È una cosa che non faccio da un po’ e pur essendo un animale da studio, mi manca. Poi sto già iniziando a lavorare a materiale nuovo che andrà in una direzione completamente nuova ma non voglio svelare troppo altrimenti rovinerei la sorpresa!


