Intervista ai Negan – Dalla parte del torto

I Negan vengono da Verona e suonano un rock alternativo che sa muoversi fra sfuriate hardcore e brani più melodici in cui l’eleganza degli arrangiamenti non nasconde la ruvidità degli intenti. In questo caso possiamo ascoltare la loro versione più morbida (ma comunque intensa) nel loro loro nuovo singolo “La Parte del Cattivo”

Ciao ragazzi come state?

Stiamo decentemente direi.

“La Parte del Cattivo”, il vostro nuovo singolo si pone in modo peculiare come un’ammissione di colpe, cosa vi ha portato a scrivere questo brano?

Il brano nasce quasi 5 anni fa ormai, i temi e le sensazioni che lo riguardano si sono quasi tutti sovrapposti: parla di rimpianti, di dipendenze ma anche dell’accettazione del proprio passato con la speranza di poter guardare altrove.

Qual’è il messaggio che lascia all’ascoltatore una canzone incentrata su un tema così forte?

Di non darsi mai completamente per persi e di poter voltare pagina, per quanto difficile.

A livello sonoro questo tema come si ricollega a questa ballata fatta di tensione che non esplode mai davvero?

In realtà per noi esplode un po’ nel finale, ma non come negli altri brani. Non è un esplosione di rabbia, è un esplosione che sa quasi di “addio” – o forse di “arrivederci alla prossima puntata”.

Il brano arriva dopo la pubblicazione di altri due singoli molto particolari: questo ci porta a due domande:

  • “37100 (La mia città)”, intitolata con il CAP di Verona, è ovviamente ispirata al vostro luogo d’origine, qual è il vostro rapporto con una città complessa come Verona? Esiste una scena musicale in cui vi rispecchiate?

Per troppi anni abbiamo provato ad aderire ed inserirci una scena, ma con scarsi risultati. Ci interessa solo fare della musica che ci piaccia e con dei messaggi che trasversalmente condividiamo. Per il resto poi si, siamo contenti di quello che la nostra città ha ricominciato ad offrire sotto il profilo della musica live, e ci spendiamo anche a titolo personale su quest’aspetto.

  • Una canzone cantata in italiano ha un titolo in inglese: “If I Die”, questo mi ha incuriosito e portato a studiarmi la vostra discografia composta dal breve EP “Self Titled to Self Destruct” e dal “N.X.T. S.X.R.R.Y. (for Party Rocking)”: qual è la storia di questi titoli così particolari?

Senza asciughi particolari, all’epoca della scrittura ci sembravano fighi. I primi peraltro sono frutto di quando il progetto era praticamente un progetto solista.

Grazie mille ragazzi! Cosa dobbiamo aspettarci da Negan nei prossimi mesi? 

Abbiamo diverse cose in serbo, forse alcune anche in croato. Se vi piace la nostra roba scriveteci, i mezzi non mancano, e faremo il possibile per suonare vicino a dove siete.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *