Il Club Tenco si spacca
Che in seno al Club Tenco non tirasse esattamente aria di pace e amore lo si sapeva da mesi, da quando, lo scorso dicembre, Enrio De Angelis avevs annunciato le proprie dimissioni da Direttore artistico, seguoto da altri membri del Direttivo. Le motivazioni del gesto erano legate a “invadenze istituzionali e coinvolgimenti in attività lavorative sistematiche che potrebbero presentare interessi in conflitto con il Tenco appartengano oggi agli orientamenti almeno di una parte dei componenti dirigenziali del Club”.
Negli ultimi tempi, era calato il silenzio sulla situazione, per la necessità di procedere alle assegnazioni delle Targhe Tenco di quest’anno, Ora che questo compito è stato espletato, ognuno dei soci del Club ha chiarito la propria posizione in merito, mettendo la firma o su un documento presentato da 50 soci (un terzo del totale) in cui si hiedono le dimissioni dell’attuale Direttivo, oppure su quello in cui il Direttivo stesso viene appoggiato e si chiedono, invece, provvedimenti contro questi 50 soci.
Le dimissioni del Direttivo vengono richieste dai 50 firmatari con queste motivazioni:
– il disinteresse dell’attuale direttore artistico Sergio Secondiano Sacchi verso i nuovi talenti musicali italiani, la cui valorizzazione è invece uno dei fondamentali obiettivi storici del Club.
– la mancata risposta da parte del Direttivo a questioni sollevate da molti soci, ritenute “di fondamentale importanza per la vita dell’Associazione e che ne mettono a repentaglio identità e indipendenza”. In particolare si riferiscono ai mancati chiarimenti su potenziali conflitti di interesse, a “le invadenze e prevaricazioni emerse dall’esterno da parte di istituzioni e privati, le liaisons dangereuses con il Festival di Sanremo e realtà collegate, le logiche dei numeri anziché della qualità.
– il “tracollo” delle Targhe Tenco, “con numerosissime e preoccupanti defezioni sia sul fronte delle candidature (c’è stato un calo dei dischi segnalati che supera il 60%) sia su quello dei giurati (dei quali ha votato poco più del 50%).
I provvedimenti nei confronti di chi ha presentato il documento di cui sopra, vengono richiesti dal resto dei soci con queste motivazioni:
– è stata sottratta ai soci la possibilità di un confronto aperto, leale e democratico perché, mentre si svolgeva l’assemblea, il contenuto di una mozione, firmata da circa 50 soci, che era stata annunciata in apertura dell’assemblea e posta in discussione in coda all’ordine del giorno e della quale l’assemblea non conosceva il contenuto, veniva inviata alle agenzie di stampa.
– la genericità delle accuse formulate nella mozione, che appaiono calunnie infondate giunte al termine di un periodo di assedio da parte di una minoranza che ha l’unico evidente obiettivo di distruggere il Club e infangarne la storia.
– tali gravissime e infondate accuse non siano state materia di confronto democratico perché evidentemente agli estensori del documento non interessa il confronto sui contenuti, quanto le dimissioni dell’attuale direttivo, in difetto delle quali sono pronti anche a far chiudere il Club Tenco.
Il direttivo del Club Tenco ha inoltrato una nota ufficiale di ammonimento nei confronti dei soci firmatari della mozione con contenuti falsi e diffamatori oggi presentata (e contestualmente diffusa alla stampa), con l’avvertimento che in caso di reiterazione del loro comportamento, in contrasto con l’etica del Club e dei suoi associati, sarà richiesta la loro espulsione ai sensi dell’art. 5 dello Statuto.


