Roccia Ruvida: Scarda
“Se penso che l’idea è stata mia, e che dopo hanno deciso di non chiamarlo “Smetto quando voglio 2” mi sento un coglione.” Ed è così che ci dice Scarda quando gli chiedo di commentarmi questo brano che fa da colonna sonora al film “Smetto quando voglio – Masterclass”. Il fortunato esordiente calabrese Nico Scardamaglio che nel 2014 ha pubblicato un disco che finisce ben votato al Tenco come opera prima ma soprattutto contiene quella che è stata la colonna sonora del film (altrettanto fortunato) “Smetto quando voglio” meritando una nomination al David di Donatello per la categoria colonne sonore. E oggi il sequel? E allora anche secondo pezzo per Scarda che pubblica “Due come noi”… tutto su commissione, come se andassimo a fare la spesa per la cena…pizza o pasta? Facciamo il pollo? Mamma voglio la cotoletta panata e una canzone che faccia così e così. Ho sempre odiato l’arte su commissione…ma non è un controsenso? Ok… e quindi scattano mille altre domande: come per esempio c’è da chiedersi perché proprio lui??? Attenzione: non che non lo meritasse, la sua è una canzone assai interessante e di vero gusto e vi invito ad ascoltarla e ha la fortuna di far da corona a due bellissimi film del cinema italiano che ho visto con estremo gusto e piacere. Ma c’è quel sottile filo malizioso che scatta automaticamente e che mi fa pensare all’eterno dialogo un po’ di comodo e un po’ paraculo di chi, potendo offrire ad un emerito sconosciuto una vetrina così prestigiosa e altrimenti inarrivabile, può giocarsi quel gesto di chi può “aiutare” alla visibilità di musica nuova e – forse – e dico forse – accaparrarsi un bel sound praticamente a “gratis”. Non so nulla in merito…insinuo soltanto…magari non è vero niente e quindi ecco pronte le mie scuse perché davvero mai per una volta è stata data la possibilità a qualcuno che non abbia il vestito di moda. Di certo è che Scarda porta a casa una nomination al David di Donatello per la miglior colonna sonora e una candidatura al Tenco come miglior opera prima del 2014. Insomma: oggi che siamo totalmente vittime della scena mediatica e delle sante vetrine, se il buongiorno si vede dal mattino, che ci sia qualcuno che avrà rimesso la sveglia con astuzia? Insinuazioni…non sarebbe ROCCIA RUVIDA altrimenti…
La prima cosa che mi ha colpito è che da più parti si dice che come esperimento è assolutamente innovativo. Io non l’ho capita scusa…come dire che mai nessuno (raramente per meglio dire) ha scritto una canzone che facesse seguito alle precedenti suo scritture – soprattutto riferendosi ad un film e al relativo sequel? Boh…siamo sicuri che è davvero un fattore di innovazione? O forse si cerca di sottolineare i dettagli più assurdi per cercare la novità, la notizia…insomma per cercare di fare scena?
Si cerca di fare scena perchè il pezzo mi è uscito brutto! L’unica cosa che potevo giocarmi era questa, poi però non so quante canzoni conosci che si continuano tra loro avendo come riferimento una saga cinematografica e che sono dello stesso autore. Secondo me è un primato, di cui non interesserà niente a nessuno, per carità, ma pur sempre un primato.
Una cosa che non ho capito: ma “Smetto quando voglio” è stata commissionata oppure l’hanno scelta quelli della produzione del film? No perché di base c’è una differenza immane…
È stata commissionata. Mi hanno dato il copione e sulla base di quello ho scritto la canzone.
Torniamo all’ostico problema di sempre: la comunicazione. Se FILM e CANZONE (e quindi il nome dell’artista) non avessero preso a camminare assieme, oggi SCARDA sarebbe citato al Tenco dello stesso anno? Come a dire: il Tenco cerca visibilità con cose “famose” o è grazie al film che ha restituito al tuo progetto una notorietà tale da scavalcare in attenzione tutti gli altri?
La candidatura al Tenco ha avuto luogo per via di dinamiche che esulano completamente dalla canzone per il film, questo lo devo dire perchè se no chi dice di essersi mosso per farmi entrare nella cinquantina di quella categoria (opera prima) non si vede riconosciuti i suoi meriti. Detto ciò io non so chi vota al Tenco, è un concetto per me abbastanza nebuloso, non credo sapessero del film, non credo sapessero che ero il meno sconosciuto li in mezzo, so solo che quell’anno qualcuno ha vinto, e so che questi che hanno vinto non riescono a fare ascolti su Spotify se non li mettono nella Playlist “Indie Italia”, quindi lo scavalcato se mai sono io, che poi parliamoci chiaro, chi è che viene scavalcato? Nella cinquantina ci stanno cani e porci, sono cinquanta cazzo!
Che poi in genere chi ha la fortuna e il merito di ritrovare le proprie canzoni sotto la pellicola di un film alla fine si ritrova anche un video clip ufficiale di grande livello e di sicuro impatto mediatico…non ho mai visto (e qui se mi sbaglio sono pronto a chiedere scusa) di qualcuno che per la sua canzone ha scelto di fare un video personale…a meno che, sempre per la mia esperienza, non fosse uscito prima il singolo e video e poi è stato preso per il film…insomma, artisti ed etici ma sempre figli e fantocci di questa maledetta vetrina mediatica…
Se il pezzo è su commissione per un film è difficile che ti facciano fare un video personale, ne va direttamente dell’immagine del film se fai un video brutto, con dissolvenza a stella!
Su commissione oggi esce “Due come noi”…caspita…e per la serie facciamo marketing, ce l’hai dovuta ficcare a forza nel testo la frase “Smetto quando voglio due”…non mi dire che è arte anche questa!!!!!
Se penso che l’idea è stata mia, e che dopo hanno deciso di non chiamarlo “Smetto quando voglio 2” mi sento un coglione. E mi merito tutte le tue prese in giro sul marketing e sulla dubbia “artisticità” di questa scelta! Però ricordati: anche l’idraulico a suo modo è un artista!
Come al solito chiudiamo mettendo da parte le frecce velenose che alla fine servono solo a fare scena. Perchè se mi avventuro a conoscere Scarda, scopro in rete la bellissima “Io lo so” con un video assolutamente straordinario. E questo non ha niente a che fare con le vetrine famose, i riflettori del cinema e le trovate di furberia commerciale (perché è così che vorrei chiamarle, sempre con rispetto parlando…se me lo permetti)!!! Questa è arte…ma allora, caro Scarda, fare gli artisti ed essere conosciuti è una chimera che oggi ha perso di senso?
Finalmente frasi carine, grazie. Dunque, non ha perso senso. Per uno come me, girare le città e trovare 100-200 persone che vengono appositamente al concerto ha molto senso, significa che c’è una base e che se non sbaglio i prossimi dischi crescerà e io farò molto più comodamente un lavoro che adoro. Poi oggi ci sono tanti esempi di persone che riescono ad arrivare a livelli altissimi di notorietà partendo dal basso; la cosa sta incrementando notevolmente perchè nel frattempo i talent stanno passando di moda e quindi l’industria discografica grande e il giro delle radio stanno iniziando di nuovo ad attingere timidamente da chi si è fatto la gavetta, dopo anni di separazione estrema il mondo indipendente e quello mainstream iniziano a farsi l’occhiolino vicendevolmente. Certo è che se il talento (imprescindibile) non viene fatto fruttare da persone brave e competenti (cosa anch’essa imprescindibile) non combini molto. In questo mondo però, essere “bravi e competenti” tante volte significa solo “avere le conoscenze giuste”, quindi emerge più forte che mai il sistema Italia, tutto viene filtrato tramite “le amicizie”, è un sistema che secondo me non puoi vincere. E la mia triste conclusione è: “se non puoi vincerli… unisciti a loro”.



