Winter Dies In June-The Soft Century
PROTAGONISTI: Filippo Bergonzi: basso; Andrea Ferrari: batteria; Alain Marenghi: voce, synth; Luca Ori: chitarra; Nicola Rossi: chitarra.
SEGNI PARTICOLARI: quintetto di Parma al debutto, nato da una parte dei disciolti Vancouver a cui si sono aggiunti altri musicisti di unâ’altra band parmense non più attiva, gli Isabel At Sunset. Le due band avevano in comunque Alain come frontman.
INGREDIENTI: questo lavoro continua il discorso avviato proprio con lâ’ultimo dei Vancouver e propone una serie di canzoni nelle quali le costanti sono la rotondità delle melodie, la pulizia del suono, la messa a nudo di sentimenti. DopodichÀ ci sono alcune caratteristiche specifiche che si applicano a uno o più brani: ci sono quelli più lunghi della media, ad esempio, oppure ci sono quelli caratterizzati da una struttura sonora, o compositiva, o ritmica molto dinamica, accanto ad altri che sono invece più lineari, o ancora ci sono le canzoni strettamente chitarristiche e ce ne sono altre il cui suono vede lâ’aggiunta di pianoforte o tastiere o synth. Tutto lâ’insieme melodie/arrangiamenti/ timbro vocale dà lâ’idea di voler andare a toccare nellâ’ascoltatore quel lato emozionale in cui non sempre si è in pace con se stessi e con chi ci sta intorno ma ci si sente in qualche modo trascinati dalla forza delle sensazioni che si provano e infatti i testi sono una sorta di flusso di coscienza in questo senso.
DENSITA’ DI QUALITA’: di solito, nel voler argomentare lâ’adorazione per un disco, si cerca di andare al di là del puro e semplice concetto di bellezza, ma si parla di personalità , di soluzioni fuori dagli schemi, di un particolare impatto emotivo. Invece, questo disco merita di essere adorato semplicemente perchÀ è bello e per come porta in alto la bellezza in sÀ. Certo, è giusto menzionare lâ’ispirazione compositiva, la particolare efficacia del cantato, le scelte sempre brillanti in fase di arrangiamento e di produzione artistica, la forza dei testi, ma questo è uno dei rari casi in cui un disco è bello non perchÀ vanta questi punti di forza, ma semplicemente perchÀ è bello esteticamente e lo è a tal punto da non necessitare di alcuna argomentazione critica o presunta tale per essere adorato incondizionatamente.
VELOCITA’: tendenzialmente media, con qualche puntata sia in alto che in basso.
IL TESTO: “Youâ’ll always be the exception to the rule “ da ‘The Exceptionâ’. Ognuno di noi ama dare delle regole, a se stesso e agli altri, e poi relazionarsi con qualcuno concedendogli lâ’opportunità di poter essere lâ’eccezione alle suddette regole.
LA DICHIARAZIONE: “Le cose che ho fatto sono sempre state periferiche rispetto al mondo dellâ’indie, non per scelta per carità , ma nel senso che le cose che ho fatto se le son cagati in dieci. A me interessa fare dischi e tentare di suonare in giro. Il rammarico è quello di non aver fatto uscire o portato in giro dischi che hanno invece richiesto tanto tempo e gastriti per essere realizzati“ da unâ’intervista a ‘Troublezine.itâ’.
UN ASSAGGIO:‘My Romance, Your Com’
IL SITO: ‘ winterdiesinjune.bandcamp.com â’

