I Quartieri – Zeno
PROTAGONISTI: Fabio Grande, Paolo Testa, Marco Santoro e Marco Pellegrino.
SEGNI PARTICOLARI: dopo ‘Nebulose’, Ep pubblicato nel 2009 e disponibile in download digitale, i Quartieri continuano il loro progetto musicale con ‘Zeno’, primo album in studio uscito il 17 Settembre 2013 per la 42records. Il titolo potrebbe far venire in mente il protagonista de ‘La coscienza di Zeno’, di Italo Svevo, con cui probabilmente condivide l’introspezione e l’espressione della tendenza al cambiamento, ma attualizzati e altalenanti, tra la rassegnazione e lo sguardo in avanti della nostra epoca.
INGREDIENTI: nell’epoca della crisi, che s’intenda la crisi di qualunque aspetto della realtà quotidiana, molti lavori tentano di parlare del modo in cui la si vive, la si sente. Il cantautorato si è sbizzarrito a trovare sempre nuove forme espressive, donando al panorama Italiano molti punti di vista. Quello dei Quartieri riesce a farsi “giovane” nei contenuti e nella forma, unendo quella costante prospettiva tesa al futuro, in bilico tra speranza e rassegnazione, ad arrangiamenti che guardano oltreoceano e attingono dalla migliore tradizione brit-pop, passando per l’elettronica e i synth, senza scordare il minimalismo del primo lavoro, coltivandolo e maturandolo.
DENSITA’ DI QUALITA’: immaginate un viaggio alternato tra uno stato di torpore e risvegli frequenti. ‘Zeno’ dà esattamente l’impressione descritta, essendo capace, un istante prima, di cullare l’ascoltatore tra melodie rarefatte che fanno vagare la mente, l’istante dopo di suscitare una riflessione, uno slancio interiore, un moto di “rivoluzione”. E i momenti più efficaci sono quelli che sanno farsi portatori di entrambe le tendenze. Rappresentative la title-track ‘Zeno‘ ed ‘Argonauti‘, che incarnano alla perfezione l’ambivalenza di un tempo sospeso tra volontà di riscatto e rassegnazione, con chiusure che farebbero pensare ai migliori Coldplay . Se gli esperimenti radioheadiani in ‘Segnaletica‘ mostrano coraggio e non privano di una certa inquietudine, ‘Il mondo‘ rappresenta climi più distesi e tradizionali. Gli episodi più riusciti per particolarità e bellezza restano ‘9002‘ e ‘Organo‘, l’apertura e la chiusura, le chitarre che risuonano distanti nell’aprire un Estate e i synth che si trascinano con malinconia a suggello di un autunno, susseguirsi di pezzi di realtà , come tanti piccoli e variegati scenari che di tanto in tanto rapiscono gli occhi.
I Quartieri osano tra le docce fredde delle commistioni tra pop ed elettronica e l’ardore degli stati d’animo riuscendo nell’intento di ritagliarsi una propria identità e non deludendo le aspettative. E’ un disco che parla di gioventù e di stanchezza, di rivoluzioni mancate e di amore perso, dello sguardo in avanti senza nostalgia di un passato, ma una grande nostalgia del futuro, della solitudine dell’uomo nella società e più in generale nel mondo e della contemporanea necessità di cambiare. E la voce di Fabio Grande, in bilico tra i tradizionali Tiromancino e i più sperimentali Clinic, o i Verdena se vogliamo, si trascina piacevole e disincantata. Nel complesso un lavoro compatto che si fa strada nella complicata scena alternativa italiana e grida a gran voce “ci siamo anche noi!”.
VELOCITA’: tutto procede con lentezza e cautela
IL TESTO: “E chiedi una rivoluzione/ aspetti una rivoluzione/ non fai mai la rivoluzione/ non porti una rivoluzione mai” da ‘Zeno‘
LA DICHIARAZIONE: “ Bisognerebbe cominciare a fare qualsiasi cosa con l’essere felici, senza avere bisogno di un motivo preciso per esserlo e continuare a farla senza troppe aspettative perché le delusioni sono sempre dietro l’angolo quando ci si aspetta qualcosa. Meglio lasciarsi sorprendere dalle cose belle piuttosto che aspettarle come qualcosa di dovuto.” da un’intervista a semprelastessastoria.com
UN ASSAGGIO: ‘Zeno’
IL SITO: I Quartieri- Facebook

