Hedy Lamarr – I’m Over (video e mini intervista)
Nati nel 2011, i romani Hedy Lamarr sono pronti a uscire con la prima pubblicazione ufficiale dopo un lavoro autoprodotto. Il progetto è formato da Umberto Duca e Solange Mattioli e il disco si intitola Amplitudeness. La data di uscita è il 12 febbraio e al momento c’è disponibile il brano I’m Over con relativo video.
Dato che il brano mi è piaciuto molto, ho mandato con piacere alcune domande alla band e ho ricevuto risposte molto esaustive da parte del duo. Prima, però, parliamo del video, che ci viene presentato così: “Il videoclip è stato ideato e diretto dal regista e sceneggiatore Mauro Uzzeo.
Girato in doppia location, una bellissima casa nel bosco e un’ambientazione in bianco e nero anni ’40, inscena un video nel video e rende un doppio omaggio all’attrice-scienziata Hedy Lamarr, alla quale il gruppo si è ispirato per scegliere il proprio nome. Il doppio omaggio consiste sia nella nudità bucolica della protagonista del video (difatti l’attrice Hedy Lamarr esordì in un film del 1933, “Ecstasy”, essendo fra le prime coraggiose pioniere a osare una scena di nudo integrale in un bosco), sia nella scelta di rappresentare la band come in un film in bianco e nero anni ’40, periodo in cui l’attrice conobbe la maggiore popolarità“.
Pur essendo il primo lavoro ufficiale, la produzione è davvero molto ben riuscita, quantomeno in questa canzone. Quanto è stato difficile? Cosa consigliereste alle band che si approcciano a questo arduo compito?
Non è stato difficile, in fondo avevamo tutto in mente, molte idee erano ben chiare fin dal primo momento. È stato molto impegnativo, invece, questo sì. E’ stato impegnativo mettere fuori quelle idee e farle funzionare e suonare proprio come volevamo, e per fare questo c’è voluto l’impegno, oltre che nostro, di persone formidabili che ci hanno aiutato a raggiungere questo risultato.
Senza il loro aiuto, allora sì che sarebbe stato difficile. Per il resto, troviamo che sia sempre assai complicato dare consigli, visto che ogni caso, ogni situazione, ogni produzione, nella fattispecie, possiedono alcune peculiarità che le caratterizzano e impostano la loro direzione; è facile che un consiglio possa essere giusto o sbagliato in relazione al contesto nel quale ci si sta muovendo. La sola cosa che potremmo permetterci di dire a qualsiasi band che inizia un’avventura del genere è non fermarsi mai, insistere fino allo stremo delle forze per far valere le proprie idee.
Trovo che questo sia uno di quei classici brani dallo stile ben definito ma che può essere apprezzato anche da chi non ha tra gli ascolti abituali cose di questo tipo. Vi interessa l’idea di arrivare a tanta gente o vi siete concentrati solo a fare le cose per il meglio senza pensare a quanti potesse piacere?
Certo che ci interessa arrivare a tanta gente! La voglia che la propria musica piaccia è, più o meno, imprescindibile dal fatto stesso di scrivere canzoni, almeno per noi. Diciamo che ci siamo concentrati nel fare le cose per il meglio, secondo il nostro modo di fare musica, con la speranza di poter piacere a quante più persone possibile. E’ una scommessa, insomma, ma non abbiamo mai fatto musica pensando ad una formula che potesse essere, diciamo così, di moda, del momento o commerciale, tanto per capirci. Come dire: suoniamo quello che suoniamo e speriamo piaccia. È bello mettere d’accordo tutti, o molti, e mirare a quello stupendo equilibrio tra piacere a tanta gente e, allo stesso tempo, fare le cose per il meglio.
Nel video mi piace la voglia di mettere insieme immagini retrò e attuali, mi sembra che anche dal punto di vista musicale nella canzone ci sia il tentativo di unire un songwriting classico con sonorità attuali. Ditemi la vostra su questo.
Certo, questo è, in fondo, quello che succede quasi sempre, con le dovute differenze, tra un particolare stile musicale ed un altro, nell’ambito della musica rock-pop. Intendiamo dire che una canzone è una canzone, accordi e melodia nel senso più classico del termine, poi c’è il sound, il vestito, per così dire, che si può far indossare a quegli accordi e a quella melodia. Ecco, noi andiamo alla ricerca del nostro vestito, del nostro sound, nell’attualità, sforzandoci di fare in modo che diventi qualcosa di riconoscibile e che possa avere una sua precisa identità, il tutto partendo da una scrittura basilare, da una scrittura classica come dici tu.
Cosa ci possiamo aspettare dal disco dopo aver sentito questo brano? Dateci qualche anticipazione.
È una ricerca e, allo stesso tempo, un punto d’arrivo. Sono 8 brani scelti con cura, all’interno di un marasma di idee, bozze e altre canzoni che abbiamo, per forza di cose, dovuto escludere. Ci siamo concentrati molto su due intenzioni, in particolare: la prima è stata quella di voler dare unitarietà e compattezza all’album dal punto di vista musicale, senza però tralasciare la varietà e la ricerca che caratterizzano il nostro sound; la seconda è stata, invece, quella di creare un discorso che, seppur non organico e lineare, potesse sondare sentimenti e stati d’animo, dando vita ad immagini emotive, e si concludesse, poi, con un senso di rinascita e di speranza.

