Mamavegas – Hymn For The Bad Things

GENERE: Post-rock, Folk, Pop, Glitch

PROTAGONISTI: Marco Bonini, Emanuele Mancini, Andrea Memeo, Daniele Petrosino, Francesco Petrosino, Matteo Portelli.

SEGNI PARTICOLARI: Sei tizi di Roma. Tre Ep all’attivo. Finalmente un album fuori. Uno dei migliori concerti mai visti; la versione “indie” di quelle band soul e funk che ballano e cantano e si muovono. Coristi e musicisti seguendo la stessa coreografia calcolata e spontanea.

INGREDIENTI: L’oscurità dei Tears for Fears, la sfacciataggine dei Coldplay.

DENSITà€ DI QUALITà€: A scheletriche canzoni pop si aggiungono strati di elettronica alla Múm, riff alla Strokes, tensione alla Interpol come in ‘Sooner or Later (Time)‘. A volte, coscienti delle loro capacità emozionali, si fanno un po’ troppo prendere la mano come in Solid Land (Nature), ma tra campanelli e timpani alla Sigur Rós (ma meno nauseanti) e la coda sghemba riescono a rompere gli schemi creati a metà disco. C’è ‘Blackfire‘, volutamente svuotata da ogni possibile divagazione (tanto per non rischiare d’esser ordinari) ottenendo comunque il massimo (un po’ come gli Spoon). Questa e ‘Tales From the Tales from 1946 (Love) sono i migliori ritornelli; senza calcare la mano con il pop, nonostante sembri costruita sulla coda di Adam’s Song (o Friday I’m In Love?). ‘…For The Bad Things (Hymn)‘ invece è perfetta per questo inverno e per il Natale, tra Fleet Foxes e Edward Scissorhands. ‘Self-Portrait In Four Colours (Happiness)‘ è una versione bucolica della musica degli Xiu Xiu (o dei Crystal Castles). Il capolavoro, ovviamente è la traccia d’apertura: è quella che fa più passi in avanti, in cui tutti i riferimenti si avvertono come naturale sottofondo. Non è la band a farli ma tutto il genere. Hymn for the Bad Things è fenomenale perché dà senso alla sensazione di non afferrare tutto. La quantità di disagio che ci procura è la misura della loro innovazione. I Mamavegas sanno che certo post-rock, innovativo a prescindere, è stato codificato da tempo. Non basta svuotare e privarsi di tutti i “segni” per essere innovativi nel nuovo millennio. Bisogna infilarci qualcosa in questo strapiombo creativo. Magari qualcosa di autenticamente nostro.

VELOCITà€: Non si spreca un solo attimo.

IL TESTO: We have no choice, the choice is made“. da Sooner or Later

LA DICHIARAZIONE: da Rockit: ““Una cosa incompleta la vuoi completare e ti devi muovere per farlo. Se sei completo sei morto.”.

IL SITO: facebook.com/mamavegasband

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