Bewider – A Place To Be Safe

GENERE: elettronica

PROTAGONISTI: Piernicola Di Muro. Bewider rappresenta il suo progetto elettronico.

SEGNI PARTICOLARI: Primo disco per Piernicola Di Muro, compositore e arrangiatore di colonne sonore (film, cortometraggi, spot), A place to be safe, vede la collaborazione di Francesca Amati (Amycanbe, Comaneci), Jester at work e dell’orchestra di Brandeburgo.

INGREDIENTI: L’EP è composto da sei brani, tre cantati e tre strumentali. Sonorità estremamente variegate, incentrate sull’elettronica, interrotte da splendide parentesi orchestrali. Strumenti classici del passato incontrano quelli nuovi del presente. Il film comincia con le essenziali note di un pianoforte che accompagnano la splendida voce di Francesca Amati, in Follow the river slow, per poi combinarsi a ritmi crescenti governati da synth e archi incalzanti. Una sensazione di quiete, pace assoluta, un tripudio di colori. La calma viene presto interrotta e l’atmosfera si fa più pesante con la successiva Love Mechanics, brano strumentale dalle sonorità dub. Le luci si spengono, calano le tenebre con Distress: un pezzo estremamente cupo, quasi claustrofobico, che ricorda vagamente i Massive attack. Sperimentazioni elettroniche in Chrome, che tinge tutto di un color metallo. La luce in fondo al tunnel si intravede verso la fine, con le trombe di The opening path, brano che sa di leggendario.

DENSITÀ DI QUALITÀ: L’antico ed il nuovo. Le melodie di archi e fiati delicati si alternano a synth leggeri, creando qualcosa di raro, di un’eleganza e raffinatezza fuori dal comune. Luce e buio, pace ed inquietudine, alla ricerca di un posto dove essere al sicuro. L’ascolto di questo disco equivale alla visione di un film surreale, composto da vari capitoli; diversi per tecnica e struttura utilizzate. Un impercettibile filo immaginario lega scene in bianco e nero e scene a colori.. Quando tecnica e anima si incontrano non può che nascere qualcosa di straordinario. Questo disco ne è la prova. Chi pensa che l’arte compositiva sia fredda, impersonale e distaccata ha torto.

VELOCITÀ: Sei tracce, 23:32 minuti che scorrono lentamente.

IL TESTO: Where is your pills? Where is your body? Where is night here? Where is that will?” da Therapy.

LA DICHIARAZIONE: In sostanza questa ampiezza melodica scaturisce dalla mia volontà di essere più irrazionale, più istintivo. L’idea di bewider è un progetto che ruota proprio attorno a questo: certo un senso e un obiettivo sono fondamentali, ma credo che spesso mi sono trovato a ragionare troppo sulle cose, perdendo l’essenza dell’idea e del gesto” (intervista a Wired.it)

Chrome from BeWider on Vimeo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *