Interview – Hesanobody
Con The Neverending Third Act of a Dream, Hesanobody offre un album che sembra vivere in un tempo emotivo sospeso, tra introspezione, malinconia e visioni quasi cinematografiche. In questa intervista, Gaetano — nome reale di Hesanobody — ci racconta le influenze musicali, il processo creativo e produttivo, e la sensibilità che ha guidato ogni scelta artistica, rivelando i dettagli e le riflessioni che hanno reso l’album un lavoro unico e stratificato.
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1. Quali influenze musicali ti hanno accompagnato maggiormente durante la composizione di questo disco? C’è qualcosa che non riusciremmo mai ad immaginare?
Parecchi artisti, anche molto distanti tra loro. Credo che questo disco, più di ogni altra mia pubblicazione precedente, sia un bignami dei miei ascolti. C’è un po’ di Bon Iver, Lorde, James Blake, Thom Yorke, Jai Paul, ma anche di Battiato, Bowie, U2. Forse non è così immediato, ma per l’approccio frammentario delle strutture di alcuni brani, ho guardato moltissimo a Kanye West.
2. The Neverending Third Act of a Dream sembra muoversi in una dimensione sospesa, come se il disco vivesse in un tempo emotivo più che cronologico. Quando hai iniziato a percepire che questa sensazione di “non risoluzione” sarebbe diventata la sua vera struttura narrativa?
Credo da subito, perché sono partito prima dal titolo e dal concetto che voleva esprimere, per poi immaginare e scrivere le canzoni che avrebbero potuto abitarlo.
3. Nei brani c’è una forte dialettica tra luce e malinconia, tra apertura melodica e una scrittura spesso introspettiva. È stato un equilibrio cercato o è emerso spontaneamente durante la lavorazione del disco?
È figlia del lungo periodo di scrittura e rifinitura dell’album. Riflette molto da vicino il flusso dei miei pensieri e dei miei sogni. Più che cercare un equilibrio a tavolino, ho provato a essere il più fedele possibile a quello stato d’animo, lasciando che fosse lui a tradursi in musica.
4. Alcune canzoni sembrano funzionare come frammenti di memoria, quasi scene isolate di uno stesso sogno. Hai mai pensato al disco come a una sequenza cinematografica più che a una semplice raccolta di brani?
Sono molto appassionato di cinema, quindi ho sempre pensato al disco anche in termini visivi. Nel modo di intendere la “non-logica” del sogno e di immaginare spazi e connessioni tra i brani, l’opera di David Lynch è stata un riferimento costante.
5. Rispetto ai tuoi lavori precedenti, qui il suono appare più stratificato e consapevole, ma allo stesso tempo fragile. In che modo la crescita personale ha inciso sulle scelte produttive e sugli arrangiamenti?
Moltissimo. La crescita personale ha inciso soprattutto nella capacità di riconoscere ciò che era davvero necessario al disco. Ho avuto la fortuna di collaborare con musicisti incredibili, con cui mi sono trovato da subito perfettamente allineato, e che hanno saputo rispettare ed esaltare il contesto e le idee che avevo in mente, aiutandomi a renderle più consapevoli senza perderne la fragilità.
6. Questo album arriva come una sorta di punto di arrivo, ma anche di stallo emotivo. Ti senti più vicino all’idea di una chiusura o a quella di una nuova attesa?
Penso sia un po’ entrambe le cose, se può avere senso. Sono felice di aver finalmente tirato fuori dal cassetto queste canzoni, dopo tutti questi anni avevano iniziato a “pesare”. Mi hanno accompagnato a lungo e mi hanno permesso di attraversare ed elaborare diverse fasi della mia vita. Adesso, però, sento che è arrivato il momento di guardare avanti.
7. Quale domanda avremmo assolutamente dovuto farti oggi, quale invece la risposta?
C’è un dettaglio alla fine di The Necessary Beauty, la traccia conclusiva dell’album, di cui mi sarebbe piaciuto parlare. Il brano si chiude con lo stesso suono che apre zeroseventwonine, il primo pezzo del mio primo EP The Need To Belong. Un suono che, tra l’altro, nasce da un errore in fase di export. Il motivo dietro questa scelta non mi è ancora del tutto chiaro. È un loop? È il superamento di una fase iniziata nel 2017? Forse riuscirò a capirlo solo quando avrò le idee più chiare sul prossimo capitolo di Hesanobody.



