Interview – Laica Luna
Fuori dal 11 luglio l’omonimo EP dei Laica Luna. Cinque canzoni rock che spaziano tra psichedelico, grunge e alternative. Ogni brano ha un suo modo di raccontare la vita e il mondo che ci circonda. L’EP “Laica Luna” raccoglie cinque canzoni che esplorano l’atmosfera che ci circonda cercando simultaneamente di essere immersi nelle cose ed avere il distacco che ci consenta di capire il nostro rapporto con esse. Essere Laici ma al contempo vivere intensamente. Cinque canzoni da intendere come intuizioni che facciano risuonare qualcosa dentro ognuno di noi. Risonanze probabilmente diverse per ognuno di noi. I Laica Luna hanno anticipato il loro EP con i singoli “Una canzone semplice” e “Fascino Austero”, accompagnati entrambi da un videoclip.
Li abbiamo intervistati.
L’EP si chiama come voi, “Laica Luna”. Quanto c’è di manifesto d’identità in questo titolo?
Direi molto. La suggestione del nostro nome e del titolo dell’EP parla del nostro modo di sentire ed esprimere le cose. La Luna è un’idea lontana, ed è il luogo dove si raccolgono tutte le cose che si perdono in Terra. Ma è così vicina da muovere le maree e chissà forse capace di far crescere le piante e cambiare il nostro umore. Allo stesso tempo, la cagnetta Laika ci ha mostrato che lo spazio è vuoto, che gli Dei non esistono, che la Luna allora è laica. Un cambiamento di consonante dalla ‘k’ alla ‘c’ rivela che l’uomo è solo e che deve cavarsela da solo con tutti i suoi pensieri e le sue paure.
Voi dite che queste cinque canzoni sono “intuizioni”, più che messaggi da trasmettere. Come nasce questo approccio quasi “laico” alla musica?
Non ci sentiamo portatori di nessuna verità, magari solo di un modo di sentire. Credo sia arrogante spacciare le proprie idee per verità. Credo noi si voglia far risuonare qualcosa dentro le altre persone…probabilmente qualcosa che già ci dovrebbe essere, anzi, credo fermamente ci sia in molte persone. Poi ci sono quelli che non vogliono vederle certe cose; ma attenzione a non confondere il vuoto con la miopia. Le cose ci sono. Sono meravigliose e terribili, ma la gente non vuole vederle perché vuole conformarsi ad una società che si nutre di vuoto e di vanità. Noi vorremmo vivere e raccontare le cose meravigliose e terribili. Per cos’altro vivere?
Fascino Austero è la vostra “porta d’ingresso” e ha anche una forte componente politica e sociale. Come nasce l’ispirazione?
Fascino austero ha molti piani di lettura. Parla di persone che vogliono ingabbiarti nelle loro categorie; che ti sondano con strumenti affilati. Moderni Lombroso che vogliono etichettarti, che ne so, come ‘problematico’, ‘asociale’, ’perdente’. Lo fanno perché vorrebbero che tutti fossero come loro. Ci sono quelli furbi che cercano di manipolare per imporre la loro volontà, ma la maggior parte sono solo gregari: specchi inerti che riflettono stereotipi, luoghi comuni e banalità. Tanti hanno sofferto di questo.
La legge 180 sulla salute mentale voluta da Franco Basaglia è stata uno sprazzo di luce. Trieste l’epicentro di un terremoto. Di questo, la società, solo in parte è stata permeata ma molto e stato rigettato e lo spirito di questi tempi che viviamo, con la sua violenza e la sua intolleranza, si sta riprendendo spazi che speravamo definitivamente liberi. L’umorismo, il paradosso e soprattutto l’autoironia, può spiazzare e mettere in crisi l’omologazione, ed in questa prospettiva con l’aiuto del Signor P, abbiamo realizzato un video per Fascino austero dove abbiamo cercato di prenderci in giro ..ma serissimamente.
In “Stella Polare” c’è un senso di smarrimento ma anche la ricerca di una direzione interiore. Quanto è autobiografica questa canzone?
Domanda molto interessante. Trieste è un posto molto particolare perché le identità culturali e linguistiche sono storiche. Italiani, Sloveni, Croati, Tedeschi, Greci e tante altre comunità sono qua da secoli. Unite ma separate. Ognuna con le sue caratteristiche anche comportamentali: silenziosi o rumorosi, tristi o allegri, rigidi o approssimativi. Secondo me, il fatto di non ritrovarsi quasi mai in queste ‘categorie’ preconfezionate, essendo sempre un mix di tutte, ha generato nei triestini una forte tendenza all’individualismo. Lo stesso individualismo di cui Italo Svevo parla spesso. Quando questa introspezione trova risposta in sé stessi, può risultare una forza. Quando non la trova nasce l’insoddisfazione, il conflitto ed un generale senso di alienazione e di mancanza di senso nella vita. Le persone che soffrono per questo sono, nella canzone, le ‘navi erranti’ che cercano la loro ‘Stella Polare’. Spesso fuggono da qua, sperando di trovare qualcosa chissadove. Io sono sempre stato dell’opinione che la stella polare stia solo dentro sé stessi.
“Martirio” è forse il brano più oscuro dell’EP. Com’è stato mettersi nei panni di chi perde sé stesso?
Martirio nasce dall’esperienza terribile di vedere una persona vicina perdere progressivamente la memoria e la sua stessa identità. Mi sembrava bello pensare che invece di dissolversi nella nebbia, questa persona stesse pianificando un viaggio ai confini delle terre conosciute, delle cose che non riusciamo ad immaginare. Rinunciando anche forse a ritornare.
Una canzone semplice. Magritte e il surrealismo: vi sentite più pittori o musicisti?
Jaren (il batterista) è un ottimo fumettista, io sono sempre stato immerso in un mondo di immagini e quadri miei e delle persone a me vicine. La musica, però, ha un potere evocativo molto profondo che credo abbia a che fare proprio con la propagazione delle onde. Secondo me abbiamo un organo interno non ancora scoperto che sta tra cuore polmoni e stomaco che genera sensazioni impossibili altirmenti. Non ascoltiamo con le orecchie e neanche con il cervello è qualcosa altrove.
Qual è il brano che più rappresenta oggi l’identità dei Laica Luna?
Se proprio devo sceglierne uno, cosa che mi è difficilissima da fare, direi “Stella Polare” perché è una canzone alla fin fine semplicissima, ma che riesce ogni volta a farmi vedere qualcosa di nuovo, un po’ quello che cerca di fare Laica Luna in generale.
Cosa ci dobbiamo aspettare dopo questo EP? Altri viaggi nel cosmo?
Abbiamo già I motori accesi ed il countdown avviato…A presto!

