Interview – Gate66

Il 5 gennaio è uscito “Il Battello”, il secondo singolo dei GATE66. Il duo che viene dal 2096 ci racconta il proprio viaggio nel tempo attraverso la musica. Suoni elettronici e dance accompagnano l’ascoltatore tra storie d’avventura ed emozioni. “Il battello” è il titolo del singolo è anche il mezzo con cui Bruno J e l’Uomo Stokastico scappano dalla loro prigionia. Intrappolati ingiustamente trovano il modo di liberarsi e prendono lo spazio, non solo il mare, pronti a gettarsi in mille avventure.

Inizia qui il loro viaggio e la loro musica. Un’evasione che li portano ad affrontare pirati del futuro e salti nel tempo. E’ proprio questo il mezzo che ha portato i GATE66 nel 2023 ed qui che hanno deciso di trasformare quest’avventura in musica.

La musica dance elettronica che ricorda un po’ l’house è quella che ci ha affascinato di più e così l’abbiamo resa nostra, donandogli la saggezza del 2096. Al tutto abbiamo mescolato un avvincente giro di piano di reminiscenza Piano House di fine anni ’80/’90“, così i Gate66 descrivono il proprio brano.

Noi li abbiamo intervistati.

1. Come è nata l’idea di utilizzare il concetto di viaggio nel tempo come tema principale nella vostra musica, in particolare nel singolo “Il Battello”?

   L’idea di utilizzare il viaggio nel tempo come tema principale nella nostra musica è nata dalla nostra passione per la fantascienza e la possibilità di esplorare concetti futuristici attraverso la creatività musicale. “Il Battello” è stato ispirato dalla necessità di trasmettere la nostra fuga attraverso il tempo e lo spazio come un’esperienza unica e avventurosa.

2″Il Battello” è descritto come il mezzo attraverso il quale fuggite dalla vostra prigionia. Qual è il significato simbolico di questo battello nel contesto della vostra narrazione musicale?

Il battello simboleggia la nostra fuga verso la libertà e l’avventura. È un mezzo che attraversa le acque del tempo, trasportandoci dal nostro futuro carcerario a questo presente. Il suo significato simbolico rappresenta la ricerca della liberazione e della possibilità di cambiare il corso del destino attraverso la musica e l’esplorazione creativa.

3. Nel vostro comunicato, menzionate di essere fuggiti dal 2096 per tornare nel passato, nei nostri anni ’20. Qual è stata la motivazione di questa scelta temporale e come influisce sulla vostra musica?

A prescindere dal fatto che ci avevano appiopato 10 anni di galera da scontare nelle colonie penale su Marte (https://youtu.be/tWDAAwM3Csc?si=D_HBcbK5t15SG8KY), per un fatto che non può che definirsi un’autentica puttanata, abbiamo scelto di tornare nei vostri anni ’20 perché questo periodo rappresenta un’epoca di grande fermento culturale e musicale. Volevamo immergerci in un’era di ispirazione per creare un ponte tra il passato e il futuro. Questa scelta ci ha permesso di fondere elementi storici con la nostra visione futuristica, creando un’esperienza unica per gli ascoltatori.

4. Come descrivereste il vostro genere musicale, in particolare la vostra interpretazione di musica dance elettronica, agli ascoltatori che potrebbero non essere familiari con il vostro stile?

   Il nostro genere musicale potrebbe essere descritto come “space disco” una fusione di dance elettronica innovativa con influenze futuristiche, sulla scia lunga di quanto accadeva a fine 70 primi 80 dello scorso millennio, vedi Rockets, Sheila & B Devotion e tanti altri. Per quanto riguarda noi, intrecciamo melodie e ritmi contemporanei con suoni avanzati e sperimentali, creando un’atmosfera che invita gli ascoltatori a esplorare nuove dimensioni sonore attraverso il nostro viaggio musicale.

5. Come trasformate le vostre esperienze e avventure spazio-temporali in composizioni musicali? Qual è il processo creativo dietro la trasformazione di queste esperienze in suoni elettronici?

   Il nostro processo creativo inizia con la riflessione sulle esperienze vissute nel nostro futuro e sulle emozioni legate a esse. Trasformiamo queste sensazioni in concetti musicali, utilizzando strumenti elettronici avanzati per creare paesaggi sonori unici. Sperimentiamo con suoni futuristici, campionamenti spaziali e ritmi avanguardisti, cercando di catturare l’essenza del nostro viaggio spazio-temporale attraverso la musica. Poi buttiamo tutto su una vecchia MPC One con un 4/4 che pompa e tutto quello che non funzia lo buttiamo nel cesso. Possiamo dire che lavoriamo con una tecnica sottrattiva piu che altro

6. Come conciliate la vostra visione del mondo, espressa attraverso gli occhi di un bambino, con il vostro desiderio di studiare e rimanere affascinati dal passato nel vostro percorso artistico?

La nostra visione del mondo attraverso gli occhi di un bambino, ci ispira a mantenere innanzitutto un basso profilo: per il resto fa tutto lo spirito giocoso e creativo nella nostra musica pesantemente investita di “bimbaggine”. Del resto, se non rimani MOLTO bimbo con TANTA voglia di giocare, difficilmente passi x ore attorno una scatola scura, in una stanza scura, cercando di creare un groove pimpante che faccia impazzire i giovani, magari mentre fuori c’è il sole e la gente si abbronza e schiamazza in spiaggia. 

Esploriamo il passato con un senso di meraviglia e scoperta, cercando di portare elementi di gioia e innocenza nelle nostre composizioni. Questa fusione di visioni contrastanti crea un equilibrio unico che si riflette nella nostra musica avventurosa e stimolante, “per arrivare là dove nessuno era mai giunto prima”.

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