Interview – Indastria

É uscito venerdì 10 marzo 2023 su tutte le piattaforme digitali “Non valgo niente“, il nuovo singolo del progetto Indastria, la rock band indipendente padovana. Un nuovo capitolo dolce-amaro che ci accompagna verso un nuovo album della band, una finestra intima e anche ironica dedicata a chi è incastrato in una routine scandita da giornate difficili.

Noi eravamo curiosi, e li abbiamo intervistati.

Quali sono le vostre influenze musicali?
Le nostre influenze musicali sono estremamente variegate: partendo dai System Of A Down, arrivando a De Andrè, passando per GG Allin

C’è qualcosa che davvero non ci aspetteremmo mai?
Siamo dei grandissimi fan dei Cugini di Campagna

Qual è il vostro segreto per superare le vostre giornate da “non valgo niente”? 
Cerchiamo di tenere duro per dimostrare a noi stessi di avere avuto torto a fine giornata nell’aver pensato di non valere niente. Se invece a fine giornata non ci riusciamo, sicuramente il giorno dopo passa tutto e ci sentiamo felici.

A chi dovrebbe assolutamente arrivare questo pezzo?
Speriamo arrivi alla persona comune che si sveglia alla mattina con il mal di schiena, con la bolletta da pagare in posta, con la fidanzata che lo ha bloccato su whatsapp. Vogliamo dirgli che non è solo.

Cos’è cambiato dal 2008 ad oggi nel vostro percorso musicale? I distributori digitali e tutto ciò che ruota attorno ad algoritmi e simili, vi ha in qualche modo rallentato?
Dal 2008 abbiamo incanalato l’energia. Quello che prima urlavamo a squarcia gola con le chitarre a palla, adesso lo comunichiamo in modo diverso, più concentrato, più bilanciato. Così riusciamo anche a tornare dalle prove senza avere le orecchie che fischiano. Gli algoritmi e il digitale non ci hanno rallentato, è solo l’evoluzione del nostro mondo che segue la sua strada. Quello che ci ha rallentato è stato voler fare qualcosa che ci piacesse, senza compromessi e soprattutto senza.

Quale domanda avrei assolutamente dovuto farvi e invece non vi ho fatto? 
Quale animale vi rappresenta di più? Avremmo risposto l’orso

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