Interview: Il Dallas

Abbiamo intervistato Il Dallas, una band dal sapore forte e deciso pronta per farvi fare un bel pogo post pandemia. Il loro nuovo singolo che anticipa il nuovo album è già Dinamite. Conoscere il loro progetto è un must. Per questo abbiamo scambiato qualche parola con loro che trovate appena sotto. Buona lettura.

1) Com’è nato il vostro progetto?

Più che un progetto questo è un piano, distante dall’essere perfetto ma pur sempre un piano.  Cominciamo ad avere una certa età e le rapine, le scommesse, le giocate d’azzardo cominciano a puzzare così abbiamo pensato di mettere in musica la nostra vita di provincia e farci qualche soldo, sempre che al buon dio l’idea piaccia e ce lo lasci fare ancora per un po’.


2) Raccontateci l’origine del vostro nome “Il Dallas”?

Non è il “nostro” nome. Di Dallas ce né uno, e vi assicuro che quando lo conoscete ringraziate il cielo che ne esista un solo esemplare al mondo. Il Dallas è un maledetto figlio di puttana, un bevitore incallito, un giocatore d’azzardo, si è messo nei guai talmente tanto che è dovuto sparire per un po’ ,così hanno cominciato a circolare voci su dove fosse finito, qualcuno diceva sotto due metri di terra buona per i vermi, qualcun’altro che era andato in america, che aveva dei parenti o roba simile a Dallas, poi torna e la gente ha cominciato a chiamarlo così…Il Dallas.


3) In che genere vi piacerebbe etichettarvi? Cosa ne pensate dell’attuale panorama musicale italiano?

Le etichette non ci piacciono, sono la prima cosa che taglio quando vado a prendermi qualche vestito usato, mi danno fastidio, mi prudono e allora le taglio via, zac…problema risolto.

Non sappiamo nulla del panorama musicale italiano, non ci interessa molto; abbiamo un jukebox in osteria e quando giochiamo a carte ci sono Castellina Pasi, Claudio Villa e Tony Dallara a farci compagnia ma non credo si possano considerare “attuale panorama musicale italiano”.


4) Quali sono le vostre principali influenze?

Il Dallas difficilmente si fa influenzare, fa di testa sua da sempre. Infatti prende un sacco di cantonate micidiali ma questo non lo ferma, non ci ferma. Sarà perché in fondo siamo gente poco raccomandabile, ma ci viene meglio di influenzare che di essere influenzati.


5) Raccontateci del vostro ultimo singolo, com’è nato?

E’ nato come tutti gli altri brani,  dalle visioni del Dallas. Ciò che raccontiamo è un po’ la nostra vita e un po’ i nostri sogni (o incubi), in parti non necessariamente uguali. Quando vivi in mezzo alla campagna l’immaginazione vola sempre un po’ più in là dei campi di soia. Metti le ali ai tuoi pensieri e poi torni a sederti al tavolo pronto per un altro giro di bevute con la banda, e lo facciamo in quel posto speciale che è la Polisportiva Stradazza. Li ci conosciamo tutti, è un po’ la nostra casa, è un po’ la nostra palestra, è un po’ la nostra vita.


6) Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo album?

Aspettatevi l’unica cosa che ci viene bene di fare, noi suoniamo musica spaccacaviglie. Alzate il volume ben oltre il limite delle vostre orecchie, spogliatevi di ogni compromesso che siete costretti ad accettare ogni giorno e cominciate a ballare fin che vi reggono le gambe, fatelo per voi ma fatelo con noi.

https://www.facebook.com/DallasTreviso
https://www.youtube.com/watch?v=y7cuNPOUfTM&fbclid=IwAR1doS7KpgZJ2no_USXKStO9fAVCXOD9I3jMVfiOZkpdiVIJkLWcnMFAoHk

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