Interview – Pizzi
Dal 2 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “Aeroplano” (Duemme musica), il nuovo singolo di Giancarlo Pizzi.
“Aeroplano” è un brano nato dall’esigenza di comunicare che, arrivati a un certo punto della vita, si sente la necessità di circondarsi di persone sincere e amici veri, gli unici autentici passeggeri da portare a bordo, appunto, dell’aeroplano. Come in qualsiasi grande viaggio, in questo caso la vita, ci lasciamo sempre qualcosa o qualcuno alle spalle ed è giusto che esso rimanga nel passato.
Abbiamo intervistato il cantautore per saperne di più:
Come nasce la figura artistica di Pizzi e cosa contraddistingue la sua musica?
Posso semplicemente dire di essere Giancarlo Pizzi, una persona che ha sicuramente delle qualità ma anche molti difetti, che sono vera bellezza della diversità degli esseri umani. Non ci si considera artisti, si può solo ascoltare chi ti giudica pronunciare questo parolone che tutti sognano di sentirsi dire: “sei un artista” o “lui è un artista”. La mia musica viene dall’onestà di fare musica, non cercando in nessun modo un risultato. Se non avessi avuto la produzione del disco probabilmente non avrei mai fatto un disco, ma semplicemente suonato quando ne sento il bisogno.
Raccontaci il tuo ultimo brano: come nasce e come è stata la sua lavorazione?
Aeroplano è un brano molto intimo, nato dall’esigenza di comunicare che arrivati ad un certo punto della vita, si sente la necessità di circondarsi di persone sincere e amici veri, ossia gli unici autentici passeggeri da portare a bordo dell’aeroplano. Come in qualsiasi grande viaggio, in questo caso la vita, ci lasciamo sempre qualcosa o qualcuno alle spalle ed è giusto che esso rimanga nel passato.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana e come pensi di poterla arricchire?
Mi sento di dividere la musica Italiana i tre parti: Per semplicità dico A, B e C. A: è lo standard, grandi artisti con altissime qualità che sono diventati anche loro schiavi dell’ascoltatore da cuffietta Cinese, ascoltatore di musica pop contemporanea piatta e standardizzata. Questo tipo di artista potrebbe fare qualsiasi capolavoro ma suonerebbe come qualunque altro brano. B: Artisti interessanti che provano a suonare per i dischi, ma si ritrovano comunque schiacciati da quello che il mercato richiede. C: Grandi artisti, artigiani della musica che portano avanti la propria idea musicale. Ecco, io ho un’elevata considerazione per questo tipo di artisti. Non so se poter arricchire il panorama musicale o no, ma la cosa che io tengo a precisare è che i miei brani devono essere utili per qualcosa o qualcuno.
Quanto sono importanti i social nella riuscita di un progetto musicale?
I social sono fondamentali ed un ottimo strumento di divulgazione. Provo sempre ad usarli con la giusta misura altrimenti si rischia di immergersi nel surreale.
C’è un artista con cui sogni di poter avviare una collaborazione?
Stimo molto Samuele Bersani ed il mio amico Omar Pedrini, sarebbe bello poter fare qualcosa con entrambi.
Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?
Mi concentrerò sul mio disco “Open” che uscirà il prossimo 30 Settembre e proverò a portarlo in giro insieme a musicisti che hanno partecipato nelle registrazioni. Ho tanta voglia di suonare live.

