Interview: Olden
Abbiamo intervistato Olden in occasione dell’uscita del suo ultimo album “Cuore Nero” (VREC Music Label – Audioglobe). Il suo stile ed il suo lavoro sono balzati alle nostre orecchie come nuova linfa musicale necessaria, da ascoltare e conoscere. Per questo motivo abbiamo scambiato due chiacchiere virtuali con il cantautore. Buona lettura!
Olden, nome già noto a molti addetti ai lavori, rieccoci qui, cosa si prova a pubblicare ancora dischi dopo periodi così difficili per la musica?
Pubblicare un disco é sempre una specie di “pazzia” in fondo, certo oggi forse piú che ieri, ma attualmente non ci sono alternative interessanti, almeno per me. Per cui quando ho qualcosa da dire, il mio megafono é un disco, con le mie parole e con la musica che ci gira intorno. E mi capita di avere cose da dire molto spesso, utlimamente. Vero é che oggi i dischi non si comprano quasi piú, o almeno, sempre troppo pochi… ma questo non é un motivo sufficiente per smettere di farli.
“Cuore Nero” è già uscito ma non è presente sui portali digitali (a parte i due singoli e video scelti): quali sono stati i feedback da parte della tua fanbase e della critica sul disco e su questa scelta?
La musica digitale, specialmente per artisti “non mainstream” é stato una specie di boomerang assassino, inizialmente sembrava potesse aiutarci a diffondere la nostra musica ma ora é diventato quasi un ostacolo. Quello che facciamo é un lavoro, bellissimo ed emozionante, ma pur sempre un lavoro. Ma se il frutto del nostro lavoro non viene pagato (o pagato in proporzioni da elemosina), allora salta tutto. Ed é per questo che abbiamo deciso di non inserire (almeno per ora) “Cuore Nero” nelle piattaforme digitali, per dare un segnale chiaro, per prendere una posizione, per dire alle persone che ci ascoltano che noi vogliamo lavorare, ma con dignitá. Sono giá arrivati molti ordini (il vinile funziona meglio del cd :)) il cosiddetto “zoccolo duro” ha risposto alla grande, ci sono state delle belle recensioni, siamo contenti, insomma.
Com’è stata l’esperienza in studio con Flavio Ferri (fondatore dei Delta Ve ultimamente collaboratore per Gianni Maroccolo)?
Bé ormai sono un pó di anni che lavoro con Flavio, questo é il terzo disco che facciamo insieme, dopo “A60” e “Prima che sia tardi” e devo dire che il nostro modo di lavorare insieme é davvero efficace, gratificante per entrambi e pure divertente. Flavio mi ha insegnato a prendere un pó le distanze da me stesso, da tutto quello che é troppo “comodo” e rassicurante, spingendomi ad esplorare strade nuove, differenti linguaggi, e rischiare un pó di piú, abbandonando strade consuete. Ovviamente senza perdere l’essenza di quello che sono e che “suono”. Sono stato fortunato ad incontrare Flavio, quella sera, davanti alla porta di un bar di Barcelona (e spero che anche lui dirá lo stesso di me :))
Dopo il featuring con Pierpaolo Capovilla nel bellissimo singolo “Le nostre vigliacche parole mancanti”, con chi ti piacerebbe collaborare?
Sicuramente quella con Pierpaolo é una collaborazione che mi riempie di soddisfazione, lui é un artista incredibile, che seguo e apprezzo da molti anni, e credo che siamo riusciti a fare una bella cosa insieme, una canzone che somiglia ad entrambi, in fondo. Sono tanti gli artisti con i quali mi piacerebbe un giorno fare qualcosa, sarebbe una lista un pó lunga ma ad esempio uno come Gianni Maroccolo non sarebbe affatto male, no? 🙂 E poi, solo per citarne qualcuno ti direi Edda, Benvegnú, Agnelli. Ma non chiudo le porte a nessuno, a priori.
“Rinascere altrove” è uno dei nostri brani preferiti, ci racconti com’è nato il brano?
Questa canzone é probabilmente una delle poche canzoni del disco che parlano anche un pó di me, di distacchi dolorosi ma anche di consapevolezza.
Non é un lamento per aver perso qualcosa o qualcuno ma un inno alla rivolta interiore, alla necessitá impellente di prendere una decisione, prima che gli eventi travolgano tutto, irrimediabilmente.
Credo che esprima, come dice il titolo stesso, non solo il bisogno di ammettere la sconfitta ma soprattutto il coraggio di ripartire altrove, da qualche altra parte, senza rimpianti né nostalgie.
Quali sono i tuoi progetti futuri? Concerti in Italia?
Spero di portare questo disco in giro il piú possibile, suonando ovunque ci sia uno spazio, perché solo con il live si puó arrivare alla testa e al cuore delle persone, soprattutto per artisti come me. Per ora abbiamo due date a Trento, il 6 ed il 7 agosto, ma stiamo lavorando per trovare altre date, non solo in estate ma anche per il prossimo autunno.
Nel frattempo abbiamo un altro progetto quasi pronto, sará qualcosa di differente dal solito, ma non vediamo l’ora di concretizzarlo. Presto vi potró raccontare qualcosa di piú.
Per il resto, come sempre, scarabocchio canzoni, le cancello e le riscrivo, alcune me le dimentico, altre finiranno in un disco, forse.
https://www.youtube.com/watch?v=bh03QA0t_7M

