Interview – Hesanobody
Esce venerdì 30 aprile 2021 il nuovo singolo di Hesanobody per Street Mission Records (etichetta londinese distribuita da [PIAS]). Si tratta del primo nuovo estrato dal nuovo e conclusivo capitolo della trilogia di EP iniziata con The Need To Belong e The Night We Stole The Moonshine, in uscita quest’estate. Il progetto solista di Gaetano Chirico torna con il suo inconfondibile cantautorato electro-pop di respiro internazionale. The Necessary Beauty è un risveglio dopo una serie di sogni e incubi, un ritorno alla realtà che ritrova il protagonista a fare il punto della sua vita, confrontandosi con domande retoriche, inutili, che rischiano di ingigantirsi intralciando il suo cammino, una preghiera fragile per ritrovare una via che rendiamo inconsciamente impervia, auto-sabotandoci.
L’ho scritta quasi due anni fa e finita in pieno secondo lockdown grazie a Sean Cronin (co-autore e guida spirituale di tutto l’EP venturo, già autore per AINÉ, Karhys) e a Federico Ferrandina (compositore della colonna sonora originale per il film Netflix L’Ultimo Paradiso, ma con crediti anche per Dallas Buyers Club, The Big Bang Theory, The Night Of) in un viaggio a Matera dove si sono tenute le registrazioni che hanno visto coinvolto per il sestetto d’archi il collettivo MATÈ e Solisti Lucani.
In qualche modo questo è un nuovo inizio per te. Come mai hai deciso che questo era il momento giusto di tornare?
The Necessary Beauty e le altre canzoni che compongono il prossimo EP convivono con me, nelle più svariate forme, ormai da un po’ di tempo. Quando ho iniziato a lavorarci, tra il 2018 e il 2019, ero sicuro che le avrei pubblicate non oltre il 2020. Poi insomma, qualcosa al di fuori di ogni aspettativa si è abbattuto sulle nostre vite e allora eccoci qui. Quella che doveva essere una conclusione di un percorso iniziato ormai 4 anni fa è diventata la scusa per un nuovo inizio. E quale momento migliore per un nuovo inizio, se non quello appena dopo una fine del mondo?
Cos’è successo dalla pubblicazione di The Night We Stole The Moonshine?
Si è suonato un po’ in giro grazie a quei brani e contemporaneamente sono cominciate a saltar fuori diverse idee in cerca di una forma definita e possibilmente definitiva. L’idea portante di tutto il prossimo lavoro è venuta a galla quasi immediatamente dopo la pubblicazione di Moonshine.
Come hai passato questo ultimo periodo? Ti ha aiutato in qualche modo?
Il primo lockdown è stato stranissimo, anche artisticamente. Avevo un pezzo praticamente pronto per essere pubblicato e diverse demo e bozze tra cui scegliere. Avrei voluto fare mille cose, ma contemporaneamente non riuscivo a trovare la giusta spinta per farle. Qualsiasi cosa mi sembrava superflua, troppo piccola e insignificante. Quindi ho scelto di aspettare, di riflettere parecchio su quello che avevo da parte e quello che ancora serviva, fino a che l’estate scorsa la molla è scattata nuovamente.
Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Il mio imprinting è sicuramente di matrice pop, pop-rock, prima ancora che elettronico. Sono nato e cresciuto con U2, Queen, Bowie, per poi pian piano arrivare ai Radiohead, Depeche Mode e Nine Inch Nails. Da lì mi si è aperto un mondo fatto delle cose più disparate. Probabilmente ascoltando la mia musica non direste che sono un super fan di Kanye West, ma devo tantissimo alla sua produzione!
Qual è la domanda che non ti ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?
Ma tu la parmigiana la fai con le melanzane fritte o arrostite?


