Interview – Aristea
Aristea (Arianna Piccinelli) è un’artista eclettica, simbolo e metafora di resilienza. É l’arte del Kintsugi: pratica che nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una “ferita” possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica ed interiore. Kintsugi, letteralmente, significa riparare con l’oro. L’oro è il colore che avvolge l’essenza di Aristea e del suo progetto: l’impronta del suo vivere. “Il colore del Sahara” è il suo ultimo singolo.
Ne abbiamo parlato con lei.
Ciao Arianna e benvenuta su Indie-Roccia! Prima domanda per rompere il ghiaccio: chi è Aristea?
Ciao ragazzi, mi fa piacere fare questa intervista insieme a voi, grazie! Aristea è l’estensione di Arianna. È il completamento, è Arianna nella sua veste migliore e artistica. Aristea è una persona che sta inseguendo un sogno e si sta impegnando molto per questo. Aristea ha una personalità particolare, racchiude caratteristiche contrastanti quali il lato dolce, sensibile e calmo e quello più energico e tosto diciamo. La caratteristica fondamentale è quella della comunicazione. Sente il bisogno di comunicare con le persone attraverso la musica e trasmettere sempre belle sensazioni.
Parlaci un po’ del tuo background musicale: qual è stata la tua formazione e quali sono gli artisti che ti hanno ispirato?
Studio canto da moltissimi anni, 10 anni circa. Ho sempre studiato con insegnanti privati e ho avuto modo di approcciarmi a diverse tecniche (classica, Speech Level, Vocal Care). Ho sempre ascoltato i cantautori italiani, ma sono passata poi da tutti i generi. Ho sempre avuto il mito di Anastacia, poi Elisa, Irene Grandi, Laura Pausini, Giorgia, Withney Houston, Beyoncè.
Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con “Il colore del Sahara”?
Il messaggio che voglio trasmettere con “Il Colore del Sahara” è l’importanza dell’amare sé stessi e di non farsi contagiare da persone negative che cercano solo di vederti cadere. È importante avere consapevolezza di sé stessi e del proprio valore, e non farsi sottovalutare mai. Impariamo ad essere felici di noi e con noi stessi.
Che cosa ne pensi della scena musicale di Milano e come ti inserisci all’interno di essa?
A Milano la musica è molto differenziata, c’è spazio per tutti i generi diciamo anche se molto si sta investendo sulla trap. Io penso di inserirmi bene in tutte le realtà, perchè il pop è comunque un genere. Secondo me la mia musica si può inserire bene all’interno del panorama italiano in generale, a Milano assolutamente sì. Io poi adoro sperimentare, infatti le mie canzoni non sono mai uguali, ho varie contaminazioni a livello di sound.
Qual è l’elemento che non dovrebbe mai mancare in un tuo pezzo?
Riferimenti all’oro (non importa dove, ma ci devono essere). Musicalmente adoro le chitarre elettriche, che anche se inserite solo in alcune parti e magari con il suono un po’ effettato, non vorrei mai che mancassero!
Quali saranno i prossimi step del tuo progetto?
Sto continuando a scrivere brani, sto facendo un corso di songwriting per ampliare le mie vedute anche a livello strutturale, melodico, creativo e le mie capacità autoriali.
Ho il gruppo con il quale sto preparando il repertorio da proporre sia come artisti di strada che nei locali, ma io ambisco sempre al grande pubblico. Io vorrei tanto potermi fare conoscere da più persone possibili: forse dopo molti anni proverò la strada dei talent. Sicuramente mi avvicinerò di più anche ai concorsi musicali e nel frattempo mi preparo per proporre un brano a Sanremo giovani, visto che è il mio grande sogno sin da piccina.

