La Crus @FOCE , Lugano , 30/01/2020

La solita ricca stagione dello Studio Foce di Lugano del 2020 parte con una chicca imperdibile per chi ama e ha amato una stagione irripetibile della musica italiana negli anni 90.
L’occasione è la riproposizione a a venti anni dalla sua “prima” dello spettacolo simbolo dei La Crus già protagonista di un pugno di date quest’estate, la tournée ha una coda invernale che tocca la città svizzera.
Non era possibile non esserci.
I protagonisti sono i due principali attori del progetto La Crus: Mauro Ermanno Giovanardi (voce e nastri) e Cesare Malfatti (giradischi e chitarra). Alle loro spalle dei visual, a volte contengono parole, altre volte le parole delle le canzoni che hanno segnato la storia del gruppo: Come ogni volta, Notti bianche, Dentro me, Nera Signora, Natale a Milano e L’uomo che non hai, riviste in modo ancora più sperimentale, con sferzate d’energia e intimismo. Un concerto che ripercorre la scelta di una forma scenica originale, vicina al teatro, alle volte Giò canta altre introduce un brano leggendo una poesia o un racconto, tutto molto asimmetrico.

Si passa attraverso(ovviamente) uno sgangherato walkman da cui si diffondono frammenti di voci, tra gli altri: Pasolini, Salinas e Tenco che canta l’amata Angela.
Come detto sullo schermo passano le immagini oniriche, campionate dai primi esperimenti di cinema di Man Ray ed elaborate da Francesco Frongia; piccoli film che accompagnano ogni canzone in emozionante “inventario” di sogni, visioni, delusioni e passioni.

Un’ora e mezza di musica, poesia e video che hanno emozionato ventanni fa e risentiti qui, continuano ad avere molto da dire.

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