Vadoinmessico – Archeology Of The Future

GENERE: psychedelic indie folk.

PROTAGONISTI: Giorgio Poti, Salvador Garza, Stefan Miksch, Alessandro Marrosu, Joe White.

SEGNI PARTICOLARI: Vadoinmessico. Basta il nome e la nostra mente è già in viaggio. Sabbia finissima, sombreri & Estathe, Mezcal, Tequila, Nachos e Margarita. Siamo lontanissimi da qui. Durante questo viaggio, ‘Archaeology Of The Future‘ è la scelta migliore. Il gruppo italo-britannico-austro-messicano è la novità più fresca di questo 2012. Trainati dall’esperienza positiva in tour con i Crystal Fighters, altro gruppo emigrato in terra d’Albione, i Vadoinmessico conquistano Londra per attirare in un secondo momento l’attenzione nazionale. La relazione con i Crystal Fighters confluisce in un doppio scambio di cover: il remix di ‘Teeo‘ da parte dei Crystal Fighters e la cover di ‘Xtatic Truth‘ realizzata invece dai Vadoinmessico.

INGREDIENTI: per coloro a cui piace la musica esotica, avvolta in un creativo e psichedelico indie pop e accompagnata da un mix eterogeneo di strumenti provenienti da tutto il mondo, questo disco rappresenterà sicuramente una delle rivelazioni degli ultimi anni. E’ facile individuare richiami, volontari o involontari che siano, ai pionieri Vampire Weekend, ma questi ragazzi sviluppano facilmente una propria identità trasmettendo immediatezza e allo stesso tempo una grande energia comunicativa.

DENSITÀ DI QUALITÀ: l’arrangiamento molto curato dei brani gioca un ruolo fondamentale nella qualità dell’album. E’ quindi evidente una grande attenzione nel proporre musica a valore aggiunto. Da segnalare la presenza nel disco di citazioni di Carmelo Bene (‘Me Sedert‘), trovata di certo azzeccata e non banale. Il trittico ‘Teeo‘, ‘Pepita Queen Of Animals‘ e ‘In Spain‘ è indubbiamente la parte trainante del disco, canzoni che mi hanno colpito moltissimo fin dal primo ascolto perché caratterizzate da melodie brillanti e catchy. Ad un ascolto più attento si percepisce il peso che assume ogni canzone nella totalità dell’album. Segnalo in particolare ‘Curling Up Your Spine‘ e ‘Archaeology Of The Future‘, dove si coglie al meglio la bellezza degli arpeggi disegnati ad hoc per deliziarci. ‘The Adventure Of A Diver‘ mi fa subito pensare all’hypno groove degli australiani Tame Impala, accompagnati dall’Eddie Vedder di ‘Ukulele Songs‘. Il gioco delle citazioni è bello, ma ormai troppo inflazionato. Preferisco parlare della buona musica, che ti prende al volo, ti apre la mente e ti porta dove vuoi, anzi, soprattutto dove non vuoi. E il disco d’esordio dei Vadoinmessico sicuramente possiede queste qualità in ogni pezzo, senza la presenza di riempitivi paraculi. Sono melodie che fanno divertire e provare emozioni fin dall’inizio e mi aspetto di viverle in modo simile anche durante la loro prima data live italiana, il 18 Maggio a Milano. E’ sufficiente leggere la loro dichiarazione per capire facilmente quanta passione ed energia sono confluite in questo disco.

VELOCITA’: ballate esotiche avvolgenti e ritmi tribali.

IL TESTO:I know I shouldn’t tell you, I know I shouldn’t fear, everytime when I’m turning around I see you standing here / It’s the end of September and I’m still by the sea, I sit down and there’s no one around and no one next to me” da ‘Pepita, Queen Of Animals‘.

LA DICHIARAZIONE:‘Archaeology Of The Future’ è il nostro primo disco. Raccoglie in sé l’evoluzione e i mutamenti a cui ci siamo abbandonati negli ultimi anni. E’ un disco realizzato tra mille difficoltà. Durante la lavorazione sono nati figli, si sono ricevute minacce di sfratto e pignoramento dei mobili, celebrati e dissolti matrimoni, si è passati da un lavoro a un altro, da uno studio a un altro, pensato di emigrare ancora. Eppure adesso si può appoggiare su un tavolo o riporre in un cassetto, sporcare di unto e dimenticare in macchina“, queste le loro parole in un rapido scambio di mail.

IL SITO:Twitter.com/#!/vadoinmessico‘.

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