Todo Modo – Prega Per Me

GENERE: alt-rock.

PROTAGONISTI: Paolo Saporiti, Xabier Iriondo, Giorgio Prette.

SEGNI PARTICOLARI: secondo album per questo progetto nato nel 2015 e già molto prolifico.

INGREDIENTI: nella nostra intervista in occasione del disco precedente, Paolo Saporiti aveva detto che “una prova dopo l’altra, ha iniziato a prendere forma un “nuovo modo” che cercheremo di cavalcare nel prossimo lavoro, in futuro, improvvisando a tre in sala prove. Non c’è stato abbastanza tempo per lasciarlo crescere di più, per ora”. Era quindi lecito aspettarsi un lavoro che fosse l’espressione di uno stile che andasse al di là della somma delle tre personalità, e all’ascolto questa aspettativa è totalmente soddisfatta. I due aspetti che rendono gli attuali Todo Modo un progetti stilisticamente autonomo sono la voglia di spaziare al di là dell’elettricità, con la presenza frequente da un lato di synth e effetti digitali e dall’altro di elementi semiacustici, e arrangiamenti scarni e asciutti. Ovviamente, il tocco di Iriondo e Prette nelle dinamiche strumentali si sente, così come quello di Saporiti nell’abrasività dei testi, ma si sente anche che ognuno dei tre si è fatto ispirare dalla continua pratica con gli altri due e non si è limitato a mettere sul piatto la propria personalità.

DENSITÀ DI QUALITÀ: già le canzoni del debutto erano tutte perfettamente a fuoco e ispirate, ma qui si va oltre, sia dal punto di vista della varietà che, come detto, della personalità. Con questo secondo lavoro, i Todo Modo meritano di essere ritenuti tra i punti di riferimento per chi apprezza la voglia di andare oltre le convenzioni dal punto di vista sonoro ma allo stesso tempo mettere al centro le canzoni. L’acquisita autonomia stilistica ha proprio l’effetto di rendere ancora più organica e spontanea l’interazione tra questi due aspetti e il risultato è ancora più immediato, scorrevole e dotato di forte impatto.

VELOCITÀ: varia.

IL TESTO:Solitamente se parli di te incontri la gente che parla di sé” da Non Dite Niente.

LA DICHIARAZIONE:“La copertina del nostro disco – parola di Giorgio Prette – e l’immagine promozionale, entrambe legate al golf, parlano delle nostre storie personali e famigliari. In copertina uno dei nostri padri, l’ultimo a lasciarci, evoca i nostri affetti, le nostre radici. Il golf è la metafora della partenza e della ripartenza, buca dopo buca, delle nostre partite-vite personali, al riparo da schemi comuni come la fede religiosa. Con uno swing, gesto dinamico e ritmico, la pallina vola verso il futuro ma non può prescindere dalla fiducia, la stessa fiducia che solo un buon padre sa infondere al proprio figlio””.

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