Roncea – Presente

Anno: 2019

Etichetta: Dischi Sotterranei

Genere: cantautorato indi(e)pendente  

Protagonisti: la voce e la chitarra di Roncea sono qui accompagnate dalla voce di Giulia Provenzano e dalla batteria e le percussioni di Simone Pozzi  

Ingredienti: quarto disco per il cantautore italo-francese Roncea (finora apparso come Nicolas J. Roncea, classe 1987) ma primo in italiano. Presente è stato arrangiato e prodotto al Rubedo Recording Studio di Torino da Manuel Volpe

Densità di qualità: il presente: l’evoluzione del passato e l’antefatto del futuro. Roncea investiga su questo step temporale, intendendolo “come adesso e come esserci”, ponendo l’accento su tutto ciò che lo caratterizza, dalle glorie alle disfatte. I nove brani del disco hanno di base tematiche che oscillano, difatti, tra amori perduti, disagi e fallimenti con di riflesso l’atteggiamento resiliente, di speranza e di rivincita che spesso ne è conseguenza. Anche l’avere modo di ascoltare brani con un accompagnamento ritmico completo, con una band, a differenza delle canzoni dell’ormai penultimo disco Eight part one fatte di sola chitarra e voce, da modo dell’efficacia della musica di Roncea. A corredare il tutto arpeggi delicatissimi, voce pulita e flussi di coscienza.

L’ouverture, nonché title-track Il Presente, è il tipico brano che si consiglia a chi vuole approcciarsi alla musica di Roncea: è sinuoso, riflessivo, mai spudoratamente pop, con, anzi,  forti venature cantautorali e richiamante le idee che tanto dicono di quest’animo a metà tra il romantico e il malinconico del cantautore cuneese (oltretutto già individuabili nel poc’anzi citato Eight). Da qui in poi ci si immerge in una serie di canzoni davvero ben fatte, caratterizzate da suoni variegati, icastici e coloriti. Muro è senz’altro da menzionare, l’incipit in chiave latino-americana è smorzato dal ritornello in cui la penna di Roncea affronta il tema, per l’appunto, del muro che spesso ci si ritrova davanti, quello che crea una sensazione di claustrofobia dapprima e di distacco dalle ansie in seguito. Anche Mezzanotte colpisce, la base ritmica che si rifa al pop degli anni Settanta abbraccia l’immagine dei due ragazzi protagonisti del testo e della paura che devono affrontare per potersi vestire dell’amore che li accomuna, se pur ancora tacitamente.

Roncea è ancora una piccola presenza nel panorama musicale nostrano, questo è da ammettere, ma è ciononostante uno di quei casi in cui il termine piccolo non è per forza sinonimo di senza potenzialità o di mai sentito, anzi. Le sue palesi capacità compositive gli hanno permesso di creare un connubio con Carmelo Pipitone a partire dagli esordi della sua carriera, dal tour di Old Toys del 2012 sino alle 50 date, poco più, del tour del primo disco solista del chitarrista dei Marta Sui Tubi (e degli O.r.k. e dei Dunk), Cornucopia, nel 2018.  Presente è la prova del fatto che la validità, quando c’è, la si può tastare con mano, ed è un “principio” da tenere a mente, non da dare per scontato. È semplice, genuino, composto senza la pretesa di arrivare chissà dove, se non nella mente e nel cuore di chi lo vorrà ascoltare.

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Semplice, genuino, composto senza la pretesa di arrivare chissà dove, se non nella mente e nel cuore di chi lo vorrà ascoltare
  • 7/10
    Voto - 7/10
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