Oslo Tapes – Oslo Tapes (un cuore in pasto a pesci con teste di cane)

GENERE: Avant-Rock/Post-Punk/ Post-Rock

PROTAGONISTI: Marco Campitelli (Voce, chitarra, synth, farfisa, percussioni, 6-string bass, batteria) e Amaury Cambuzat (chitarre, farfisa, synth, 6 string bass,).

SEGNI PARTICOLARI: Nati dalla collaborazione di Marco Campitelli (The Marigold, DeAmbula Records) e Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust), gli Oslo Tapes pubblicano l\’omonimo album d’esordio servendosi di numerosi contributi provenienti da molti fronti della musica alternativa Italiana (Herself, Bologna Violenta su tutti). L’album, uscito il 12 Marzo del 2013, è stato arrangiato, prodotto e registrato in tre giorni a cavallo tra l’Italia e la Francia. Ne viene fuori un lavoro apparentemente “di stomaco” che non perde per questo di qualità  e riesce a riflettere una poliedricità  difficilmente etichettabile.

INGREDIENTI: Le numerose collaborazioni si riflettono in una pluralità  di tendenze musicali senza che la continuità  generale ne venga intaccata. Atmosfere cupe che esaltano la mente più del cuore, in cui perfettamente riesce ad inserirsi la voce, un sussurro talvolta appena percepibile anche quando le chitarre si fanno sentire. Sonorità  fredde e quasi “nordiche”,se volessimo trovare una continuità  col nome scelto dai creatori di questo progetto, a cui si accompagnano testi immediati ma significativi, che ben si adattano alla particolare struttura musicale dei pezzi.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Fin dall’inizio dell’ascolto sembra di trovarsi in un abisso che attenua le sensazioni. Ogni pezzo è un’acqua gelida in cui immergersi e guardare attraverso. Le prime battute sono più dure, con ‘Alghe‘, brano incalzante con echi quasi mistici e ‘Attraversando‘, che porta inevitabilmente ad un accostamento ai Massimo Volume. ‘Distanze‘ è una delle perle del disco, la sua parte fragile, disarmante e malinconica ballata intrisa di mancanza nelle parole e nei passaggi musicali. Segue ‘Nel vuoto‘, pezzo più ricco del precedente per quanto riguarda la parte strumentale, quasi un preludio alla successiva ‘Imprinting‘, punto più alto del lavoro, un sunto di diverse tendenze che prende ritmo e parte in maniera scarna per poi liberarsi in un’esplosione travolgente di suoni, che è puro post-rock. Se ‘Nove illusioni‘ riprende la tendenza, ‘Impasse‘ ritorna alle sperimentazioni e alle distorsioni delle prime battute (interrotte dal breve episodio di ‘Marea‘) che sfociano in ‘Le elites en flammes‘, rock travolgente cantato in lingua d’oltralpe e primo singolo scelto. ‘Elogio‘ è la sperimentazione pura, con l’inserimento di rumori ambientali e la voce tratta da un film di Andrei Tarkovsky, che per l’appunto potrebbe essere una perfetta colonna sonora. Chiude ‘Crocifissione Privèe‘, brano singolare per i suoi passaggi tra cui spicca l’uso delle tastiere, che continuano a risuonare anche ad album terminato. L’idea è che se un album di esordio riesce ad essere così maturo, potremmo già  sperare in un ritorno.

VELOCITÀ: 11 brani per la durata di 50 minuti, dal ritmo altalenante, ora più trascinato, ora più sostenuto.

IL TESTO: ‘Non importa se le nuvole sopra di noi si allontanano con la stessa aria che respiriamo e se la luce ogni sera ci sorprende anche quando sono i nostri occhi quelli che chiudiamo‘ da ‘Attraversando

LA DICHIARAZIONE: Marco Campitelli afferma: “mi piace evocare sensazioni e stati d\’animo che riguardano l’intimità  dell’individuo, quindi inevitabilmente i testi assumono un taglio introspettivo. E\’ interessante poter stimolare l’immaginazione e l’interpretazione altrui“ (Da un’intervista alla webzine audiofollia.blogspot.it).

UN ASSAGGIO Distanze

IL SITO: facebook.com/Oslo-Tapes

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