Massimiliano Larocca – Un mistero di sogni avverati

GENERE: folk

PROTAGONISTI: Massimiliano Larocca, Nada, Riccardo Tesi, Sacri Cuori, Cesare Basile e Hugo Race

SEGNI PARTICOLARI: nel 2001 il venticinquenne Massimiliano Larocca pubblicava un pugno di brani in assoluta autonomia musicando i versi di un poeta toscano Dino Campana. Folgorato dalla storia del poeta e colpito dalle visioni che uscivano dai testi dopo quindici anni Max riprende in mano il discorso circondandosi di amici (musicisti). Campana ebbe una vita segnata da problemi mentali che lo portarono alla morte in manicomio, dopo aver viaggiato tra Italia e Sud America lasciando un solo libro : Canti Orfici apprezzato solo postumo. Larocca (ri)mette in musica i versi, rispettando metriche e parole, una sfida affrontata con Riccardo Tesi e in parte con Toni Gramentieri, che l’hanno aiutato a creare un ambiente sonoro consono ai luoghi e alle suggestioni di ogni singola poesia.

INGREDIENTI: i tredici brani sono diversi per sonorità e generi musicali: tango, folk, tex-mex si intrecciano a seconda dell’ambientazione. Li unisce l’autore dei testi e la voce di Max mai così attenta alle sfumature e se si vuole: rispettosa dell’autore. Ognuno porta con sé un pezzo di vita dell’interprete e dell’autore: con il reading di Nada in La sera di fiera lo si ritrova la dimensione acustica, invece con Cesare Basile (del resto chi più di lui unisce la tradizione a certi suoni?) in Poesia facile conferma l’attualità delle poesie(Pace non cerco, guerra non sopporto/tranquillo e solo vo pel mondo in sogno/pieno di canti soffocati),  con Hugo Race (che recita in italiano) ne Il Russo c’è il cantato in francese, dove Larocca senza timori sfida la lingua di Jaques Brel. La supervisione affidata a Riccardo Tesi ha aiutato a creare un mondo sonoro che intreccia Toscana e Romagna, due luoghi cardine delle vicende di Campana, dando anche un contributo sonoro fondamentale al disco dove tra l’altro in “Genova”  duetta con la chitarra di Toni Gramentieri crendo un’atmosfera multicolore.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Una svolta importante per il cantante fiorentino, una prova che segna un deciso passo in avanti rispetto all’ormai involuto mondo del roots rock di stampo americano in cui si era avventurato finora con ottimi risultati. Certo l’influenza dell’america c’è sempre, ma rispetto ai precedenti Qualcuno Stanotte e La breve estate l’iniezione di sonorità della tradizione italiana fa deviare il tutto verso un altro orizzonte. Questo lavoro lo si può considerare come un cerchio che si chiude aprendo nuove consapevolezze e verso quella, che come definiva lo stesso Campana: “poesia musicale europea colorita”.

VELOCITÀ: generalmente lenta

 IL TESTO: Il cuore stasera mi disse: non sai?/La rosabruna incantevole/Dorata da una chioma bionda:/E dagli occhi lucenti e bruni/colei che di grazia imperiale/Incantava la rosea/Freschezza dei mattini” da La sera di fiera.

LA DICHIARAZIONE:” questo lavoro, e queste canzoni, sono tutte nate 15 anni fa in un laboratorio teatrale della compagnia fiorentina Chille de la Balanza, dentro le mura dell’ex-manicomio di San Salvi. Luogo dove peraltro Campana fu internato per sei mesi. Me le sono portate dietro per tutti questi anni cercandogli una casa, una progettualità adeguata. Musicalmente direi che è una summa di tutte le mie influenze musicali passate e presenti..”(intervista a Urbanweek)

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