La Notte – Volevo Fare Bene

Etichetta: Woodworm

Genere: Indie rock

Segni particolari: Secondo album della band a due anni dal debutto omonimo, <em>Volevo fare bene rappresenta il salto di qualità sotto ogni punto di vista.

Ingredienti: La Notte arriva sempre dopo il giorno e questo è un dato di fatto e probabilmente anche l’approdo di questi ragazzi a Woodworm e più in generale ad un ambiente musicale un po’ più “borghese” era da attendere, sarebbe arrivato, questione di minuti. Volevo fare bene è un disco che scorre facilmente, magari guidando in macchina o magari quando non si ha nulla da fare, fumando una sigaretta, mentre si cucina, quando si fa l’amore. Ce ne accorgiamo facilmente dall’opening track del disco Per nuovi Pescatori che cerca di farsi spazio tra le altre tracce del disco con un pop fresco e ben fatto per poi passare a Temporale estivo uno dei brani più riusciti del disco (il sapore del brano ricorda molto i Tiromancino, e tranquilli, non ci dispiace). Muscoli invece è il brano in cui La Notte mostra appunto i Muscoli facendo capire che in Woodworm serve forza, energia e chitarre distorte. Una speciale menzione va fatta al brano Sotto assedio che per gusto personale (e non) è il brano che più piace o semplicemente cattura di più per originalità e somiglianza ad una band dal nome Fast Animals And Slow Kids.

Densità e qualità: La Notte ha qualcosa da dire, questo è certo, la peculiarità della band è quella d’essere abbastanza camaleontica e prendere forme e colori da riferimenti musicali italiani, senza plagiare o copiare, per carità. I riferimenti si sentono tutti e sono ben evidenti ma La Notte riesce a dare quel tocco di originalità che piace e convince. Una band come la loro è destinata a fare grandi cose se crede molto in se stessa e se riesce a tirare fuori quello che ancora è sopito dentro loro a livello di originalità e spiccato senso artistico. Volevo fare bene è un ottimo disco ma potrebbe semplicemente essere l’antipasto per qualcosa di molto più corposo che verrà svelato in futuro, a sorpresa.

Velocità: Un disco ad alta intensità ma non veloce ne lento. In poche parole, un disco che conosce la sua strada.

Il Testo: “Un temporale estivo mi scalda le suole/L’asfalto brucia piano tutte le parole/Ricordati, dicevi “io ti porto al mare”/Oppure dimmi dove vorresti andare?

La Dichiarazione: “Se vi chiedessi di descrivere la vostra musica con una sola parola, quale scegliereste? E perché?” “Secondo me bisogna differenziare il primo e il secondo disco. Il primo disco si trovava in un’universo sonoro diverso da questo, per quanto riguarda “Volevo Fare Bene” forse la parola più adatta è “malinconia” perché è un po’ il sentimento che vuole esprimere tutto il disco. Già il titolo è un po’ malinconico, insoddisfatto, quasi sognante e penso che la musica esalti in parte queste sensazioni. Poi non siamo bravi a fare le canzoni felici…” Fonte: tra il cuore e la mente.

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