La Macchina di Von Neumann – Formalismi

ANNO: 2018
ETICHETTA: Autoprodotto
GENERE: strumentale, post-rock

PROTAGONISTI: Due EP autoprodotti sul curriculum, La Macchina di Von Neumann si compone di Davide Magni (chitarra), Francesco Lissoni (chitarra), Stefano Camboni (basso) e Samuel Nicoli (batteria). Milanesi con lo smog, la nebbia e tutto quella rabbia e grigiume che solo le band con anti-aperitivo che combattono con il traffico e gli orari da ufficio e contro la settimana della moda sanno portare nella loro musica. Prendono in nome da quella che chi non mastica di informatica (come me) non riuscirà bene a capire, ma in sostanza possiamo riassumerla così (grazie Wikipedia!): una tipologia di architettura hardware per computer digitali programmabili a programma memorizzato la quale condivide i dati del programma e le istruzioni del programma nello stesso spazio di memoria.

INGREDIENTI: Formalismi” è il primo album sulla lunga distanza de La Macchina di Von Neumann e si compone di un post-rock raffinato, e una dichiarazione: “Formalismi” vuole concentrarsi sui valori formali, è la ricerca eccessiva della perfezione stilistica, un esercizio di stile, è una bella scatola virtuosa (un’innegabile bravura accademica) in cui ogni ascoltatore ritrova i sentimenti più disparati e imprevedibili.

DENSITÁ DI QUALITÁ: 35 minuti di musica suonata, che di questi tempi non è poi così scontato. Questo album parla di serate fredde e alcoliche, di conversazioni allegre con sottotesti devastanti, di frequentazioni occasionali che poi si perdono nel nulla. Questo disco parla di tutto ciò che facciamo e che non ha un vero e proprio significato, di tutto ciò che diciamo per riempire i silenzi, e di tutto l’alcol che beviamo quando semplicemente ci annoiamo. E tutto questo non-significato è così intenso e forte che ne fa un album bellissimo.

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Questo non-significato è così intenso e forte che ne fa un album bellissimo
  • 8/10
    Voto - 8/10
8/10

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