Intercity – Grand Piano

GENERE: post-emo-indie-pop.

PROTAGONISTI: gli Intercity non sono altro che gli Edwood (Fabio Campetti: chitarra e voce, Michele Campetti: chitarra, PierPaolo Lissignoli: batteria), band bresciana autrice di due album più che discretamente apprezzati. Il passaggio alla nuova ragione sociale avviene dopo l’inserimento nella line-up di due nuovi componenti (Anna Viganò: chitarra e voce, e Fausto Zanardelli: tastiere), ma soprattutto dopo la decisione di adottare l’italiano per i propri testi.

SEGNI PARTICOLARI: l’album è acquistabile a soli 5 euro dal MySpace della band. E se proprio non volete tirare fuori il biglietto verde dal vostro portafoglio, sempre dal MySpace si può scaricare gratuitamente in formato mp3.

INGREDIENTI: non dal punto di vista prettamente musicale, ma le atmosfere dolci-amare create dagli Intercity ci riportano alle sensazioni provate ascoltando i Radio Dept. Il cantato in italiano fa avvicinare la resa lirica a quella dei Perturbazione, ma le chitarre sempre in azione rendono il complesso molto più ricco e meno statico rispetto alla band torinese.

DENSITA’ DI QUALITA’: una bella sorpresa, questo disco. Gli ex-Edwood sono riusciti a ri-tarare il proprio suono anche in favore del nuovo idioma, e proprio in questo sta uno dei punti di forza di ‘Grand Piano‘: parole e musiche che vanno a braccetto, funzionali le une alle altre nel creare piccoli acquerelli sonori di grande efficacia emotiva e comunicativa. ‘Keith e Annette‘, brano che apre il disco, ne è un’esauriente esemplificazione, e mette subito in campo citazioni colte (Keith Moon, la sua morte e il suo amore per Annette Walter-Lax, resi splendidamente dal testo della canzone) che ricorrono per tutto l’LP. C’è questa malinconia di fondo da uggiosa giornata autunnale che piano piano diventa un mondo in cui l’ascoltatore viene come trasportato, un mondo da cui poi è davvero dura uscire per tornare in quello reale. Un mondo a sé che sembrava quasi impossibile sperare di raggiungere con un disco di canzoni di una band italiana che canta in italiano. Che, per il momento, è il nostro preferito della categoria per questo 2009.

VELOCITA’: più che su un intercity, sembra di stare su un autobus urbano, seduti vicino al finestrino a fissare il paesaggio che scorre.

IL TESTO: da leggere ad uno ad uno (sono tutti scritti nel booklet del cd), perché anche nelle liriche il lavoro degli Intercity si rivela ottimo, un cantautorato molto contemporaneo che ha il non comune pregio di apparire ‘sincero’ e distante dalla ricerca del facile effetto. Un esempio: “Tu sei destino, e da un po’, paranoia cosmica dispersa in frutto umido / Tu sei me, e da un po’, caramella cosmica disciolta in bocca umida“, da ‘Cerbiatti‘.

IL SITO: ‘Myspace.com/intercitytheband’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.