Giorgio Poi – Fa Niente

GENERE: psych-pop, cantautorato

PROTAGONISTI: Giorgio Poti, in arte Giorgio Poi.

SEGNI PARTICOLARI: forse se vi diciamo Cairobi non vi viene in mente nulla, ma sicuramente se citiamo i Vadoinmessico avete ben presente chi sono, avete ben presente quel mezzo capolavoro di Archeology of the Future che nel 2012 fu uno dei nostri dischi preferiti. Ecco Giorgio è il frontman degli ex-Vadoinmessico, ora Cairobi, con i quali ha pubblicato nel 2015 un primo EP per poi dedicarsi alla scrittura del suo disco solista nello scorso anno. Fa Niente esce per Bomba Dischi, l’etichetta che forse attualmente anche grazie al successo della nuova ondata di artisti pop come Calcutta e Pop_X rappresenta la realtà più prolifica e forte di una scena sempre più a metà strada tra ‘indie’ e ‘mainstream’, anticipato dai due singoli Niente di Strano e Tubature, accolti con grande clamore sia da pubblico sia da addetti ai lavori.

INGREDIENTI: per chi conosceva già i progetti musicali precedenti di Giorgio Poi risulta piuttosto facile inquadrare anche la sua musica solista. La componente psychedelica, caleidoscopica e colorata, condita da sonorità esotiche e architetture folk permangono anche in questo lavoro, che va tuttavia ad inserirsi nel contesto del nuovo cantautorato indie-pop italiano. Il risultato sono canzoni destrutturate e dilatate, digressioni sognanti dove spesso conosciamo l’inizio ma non intravediamo la fine e a tutti gli effetti sono forse solo i singoli ad essere ballate (quasi) convenzionali.

DENSITÀ DI QUALITÀ: dopo numerosi ascolti Fa Niente ci sembra già un disco fondamentale per il panorama musicale attuale in Italia. Se la scena psichedelica nostrana era comunque molto florida (pensiamo ai bellissimi album che hanno costellato gli ultimi anni, dai Dumbo Gets Mad ai Vickers, dai Plastic Made Sofa ai Sonars, passando per gli stessi Vadoinmessico), Giorgio Poi la prende e la trapianta in canzoni italiane (non sono nella lingua ma anche nei contenuti), che rimbalzano nella testa al pari di certi singoloni pop a cui siamo stati recentemente abituati. La forza delle prime due canzoni già in rotazione da mesi è proprio quella di presentarci stralci di pensieri, esperienze e viaggi, nella loro confusione, nelle loro perplessità, talvolta nella loro noia, con melodie che riescono ad essere contemporaneamente catchy ma anche curiose e stuzzicanti. Fa Niente ha suoni molto internazionali e attuali, i riferimenti a colossi come Tame Impala o Unknown Mortal Orchestra sembrano palesi nel pezzi più distesi (L’Abbronzatura, Paracadute), ma sentiamo anche echi di Ariel Pink e Mac DeMarco (Le Foto Non Me Le Fai Mai, Doppio Nodo). Nel mare magnum di questa più recente corrente che fa nel cantato italiano il suo punto di forza principale per spazzare via tutto quanto c’era prima, senza guardare in faccia a nessuno e conquistando pubblico di tutte le età, forse abbiamo trovato il cavallo su cui puntare senza dover rinunciare alla qualità.

VELOCITÀ: 9 pezzi in una mezz’ora abbondante.

IL TESTO:Hai detto non mi va di restare a casa / Andiamo fuori a guardare / La notte scivolare sul canale / Oppure si potrebbe rimanere a parlare / Chiusi dentro a un bar / A lasciarsi sciogliere la lingua nella bocca“, da Tubature.

LA DICHIARAZIONE:Ascoltavo Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, cose che avevo sentito da bambino, ma a cui non ero mai tornato attivamente. Dopo alcuni anni quel sentimento non accennava a smorzarsi, ma anzi si acuiva, spingendomi verso quel “modo”, che un po’ mi apparteneva per diritto di nascita. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano, una dopo l’altra, ed è uscito questo disco“.

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