Copertina FASK Alaska

Fast Animals And Slow Kids – Alaska

GENERE: rock

PROTAGONISTI: Aimone  Romizi(voce), Alessandro Guercini (Chitarra), Jacopo Gigliotti (Basso), Alessio Mingoli (Batteria, Cori)

SEGNI PARTICOLARI: terzo lavoro in studio per la band perugina, il secondo sotto Woodworm, pochissimo tempo dopo quel Hybris che ha rappresentato il vero e proprio salto di qualità e il raggiungimento di un pubblico sempre più ampio ed appassionato.

INGREDIENTI: la strada della “tradizione”, della continuità, della “squadra che vince non si cambia” è la soluzione scelta dai FASK per questo nuovo lavoro. Del resto i lavori precedenti e la resa live non hanno mai evidenziato il bisogno di altro: tutto funziona e continua a funzionare. Sono lontanissimi i tempi di Cavalli e del mai prendersi troppo sul serio. La maturità è sopraggiunta mediante un processo graduale passato per Hybris che trova il suo definitivo compimento con questo Alaska. Un disco volutamente greve, cupo, per convogliare al meglio tutta la rabbia che la voce di Aimone come quella di pochi riesce a sputare fuori.
Si tratta di un disco molto difficile da accostare, soprattutto per certi richiami di un certo rock a stelle strisce di primi anni duemila molto più chiari e dominanti rispetto a quelli del rock di casa nostra che avevano caratterizzato i lavori precedenti. La melodia riesce a mantenere comunque i suoi spazi vitali in un contesto che va a farsi via via sempre più ruvido, corposo e denso di un suono sempre più compatto e unito nelle sue diverse componenti. L’avvio volutamente calmo, come a giustificare quel che arriverà, lascia trasparire tutta la voglia dei FASK di continuare a comunicare con costanza con il proprio pubblico, assecondando certe tematiche che mirano a creare un distacco apparentemente necessario da cui nascono pezzi come Come reagire al presente  Odio suonare . Il vissuto personale domina ognuno degli episodi del disco (Coperta, Te lo prometto, Il mare davanti) ma, è impossibile per l’ascoltatore non ritrovarsi in almeno uno di quei contesti ed assaporarne in bocca la stessa rabbia e voglia di reagire.

DENSITÀ DI QUALITÀ: i Fast Animals and Slow Kids fanno nuovamente centro con questo lavoro. Contrariamente a numerosi progetti ascoltati in passato riescono a proporre nuovo materiale,  mantenendo la stessa spina dorsale, senza cadere nella voglia di ripetersi per andare sul sicuro. Rischi calcolati, valutati e superati a Calci in faccia  con la maestria di una band sempre più adulta che continuerà nel tempo a mostrare il meglio di se stessa sul palco ma che su disco non sfigurerà mai e poi mai.

VELOCITÀ: tenetevi forte, al centro del disco è difficile respirare.

IL TESTO: Ed io, che faccio parte, della schiera dei perdenti, comprendo il ruolo, il mio ruolo e lascio scorrere i pensieri come la pioggia, sulla finestra dei vent’anni” da Come reagire al presente

LA DICHIARAZIONE: “L’Alaska è uno spazio enorme senza punti di riferimento. Come quando spegni la luce di una stanza in cui non sei mai stato. Alaska è il nome di una ragazza. Ed è una ragazza gelida: “it’s so cold in Alaska”. Alaska è l’ultimo ed esaustivo passo armonico prima di buttare via tutto e reiniziare dalle basi, ripartire con qualche anno in più ed una certezza che ora come ora non c’è” direttamente dal press release

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