EPO – Enea

ANNO: 2019
ETICHETTA: SOUNDFLY

PROTAGONISTI: Torna con un nuovo quinto album, dopo un’assenza di più di tre anni, la band napoletana che della commistione di generi ha fatto la sua forza in oltre diciotto anni di attività (tipo che se EPO fosse una persona ormai andrebbe già all’università). Enea – album che deve il suo nome alla lunga gestazione, un vero e proprio viaggio – è quindi un nuovo e straziante capitolo che rimette in gioco una delle realtà underground italiane più interessanti che possiamo vantare dal 2000 in avanti. Infiltrati nella band anche i mostri sacri Roy Paci ai fiati e Rodrigo D’Erasmo al violino.

INGREDIENTI: Quest’album è geograficamente influenzato da Napoli in primis, della quale assorbe la lingua e il melodramma, ma si distende dalle spiagge leccesi fino a Roma. E ad una vena popolare (viscerale e sanguigna) data dall’utilizzo del dialetto, si affianca un tappeto elettronico che si rifà a generi ben lontani da Napoli quali la new wave e il post-punk, e queste sonorità dal sapore quasi vintage si nutrono a loro volta di suggestioni à la James Blake. Indefinibili e complessi, gli EPO si mettono continuamente in discussione fino a creare una creatura, questo Enea, che suona ossimorica e contraddittoria, e in questa incomprensibilità di genere è facile ritrovarsi nel ruolo dell’outsider in cui si ritrova spesso l’io poetico dei brani. Come se fossimo di fronte a un feat impossibile tra Pino Daniele e Kendrick Lamar.

DENSITÁ DI QUALITÁ: Così particolare e denso, che non sembrerebbe che gli EPO abbiano alle spalle in realtà quasi due decadi di carriera. Un viaggio di note cupe, emotività bulimica, melensa, in pieno stile partenopeo (le cosiddette sceneggiate napoletane). Un album bellissimo perché suonato egregiamente, che nasce da un lungo e ragionato periodo di gestazione senza mai, neanche per un istante, risultare freddo. La lingua napoletana si sposa, e si sente, perfettamente anche in generi non canonici – un esperimento più che riuscito da custodire e conservare come una delle rarità più belle che la musica alternative italiana ci ha regalato da un po’ di tempo a questa parte.

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Da custodire e conservare come una delle rarità più belle che la musica alternative italiana ci ha regalato da un po' di tempo a questa parte
  • 8.5/10
    Voto - 8.5/10
8.5/10

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