Dilaila-Tutorial

GENERE: pop-rock, songwriting.

PROTAGONISTI: Paola Colombo, Claudio Cicolin, Luca Bossi e Riccardo Lecchini

SEGNI PARTICOLARI: i Dilaila giungono al quarto album, a quasi quattro anni dal precedente ‘Ellepi‘.

INGREDIENTI: rispetto al citato album del 2010, che aveva dato alla band una notorietà  decisamente più ampia rispetto a prima, rimane l’attitudine da chanteuse classica di Paola Colombo, ma cambia il contesto sonoro e, di conseguenza, il modo in cui esso si armonizza alla voce della leader. I suoni qui, infatti, sono decisamente più ruvidi, spigolosi e saturi; bisogna comunque immaginarsi un impianto musicale che si accosti al timbro vocale, quindi queste caratteristiche non sono ovviamente spinte all’estremo, però sono visibilmente riscontrabili. Va specificato che questo è un approccio nuovo anche rispetto ai due dischi precedenti, poiché lì c’era semplicemente un’impronta lo fi e la rotondità  non era certo la caratteristica principale né delle melodie e nemmeno della voce. Cambia anche la struttura compositiva di diversi brani, per via di uno sviluppo non lineare ma caratterizzato invece da cambi di tempo e di melodia, o nel mezzo della canzone o anche semplicemente sul finale. Anche l’approccio dei testi ha delle differenze rispetto al passato, risultando più sbarazzino e meno drammatico.

DENSITA’ DI QUALITA’: Ellepi‘ è un autentico capolavoro, con melodie memorabili, armonie perfette, un’espressività  vocale da capogiro e testi di straordinaria intensità  emotiva. Qualunque cosa i Dilaila avessero fatto dopo, difficilmente sarebbero arrivati a un simile livello, sia che scegliessero di ricalcare la strada percorsa con quel disco, sia che decidessero, invece, di provare qualcosa di nuovo. La band merita un plauso per aver cercato di porre un contesto musicale e emozionale diverso attorno all’abilità  vocale della Colombo senza snaturarla e per come le scelte di cui sopra si siano concretizzate in una risultato di qualità  non comune. Certo non è un disco che ammalia istantaneamente come il suo predecessore e anche una volta che lo si è ascoltato molto e con attenzione non colpisce così nel profondo, però le canzoni sono sempre perfettamente a fuoco anche con questo accostamento meno convenzionale tra musica e voce e l’ascoltatore è portato non solo a apprezzarle ma anche a viverle nonostante il disincanto e il realismo dei testi. In un’ideale classifica delle opere della band, ‘Tutorial‘ è senz’altro dietro a ‘Ellepi‘, ma è più importante sottolineare la capacità  da parte dei Dilaila di mettersi in gioco e ampliare il proprio bagaglio stilistico piuttosto che ritenere questo disco un passo indietro, perché lo è solo su un piano puramente formale, mentre nella sostanza è una dimostrazione di ispirazione e pieno controllo artistico dei propri mezzi.

VELOCITA’: tendenzialmente media, ma come si diceva non mancano le accelerazioni sporadiche.

IL TESTO: Mentre guardiamo per aria, qualcuno ci taglia la luce e il gas“ e anche “Non c’è grazia e non c’è l’eternità , ciò che abbiamo è ancora qua e non ci prenderanno mai“ da ‘Non Ci Prenderanno Mai‘, a proposito di realismo e disincanto.

LA DICHIARAZIONE: da un’intervista a ‘Ondarock’: “la parola “indipendente” è la più inflazionata di questi anni. E anche la più impropriamente usata. Ho sentito parlare di “mondo indie”, “cultura indie”, “moda indie””¦ porcherie che hanno a che vedere con tutto tranne che con l’indipendenza“.

UN ASSAGGIO: Storia Di Una Scema Che Diventò Farfalla

IL SITO: Facebook.com/dilailaband

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