Delawater -Delawater EP

GENERE: indie-rock, alt-rock, folk-rock.

PROTAGONISTI: Paolo Marini (voce), Stefano Di Gregorio (batteria), Andrea Marramà (basso), Pierluigi Filipponi (chitarra), Serafino Bucciarelli (tastiere).

SEGNI PARTICOLARI: i Delawater sono una band nata da poco tempo, benché i componenti abbiano in precedenza già avuto esperienze in altri progetti nel corso degli anni; provengono dalla costa est dell’Italia e precisamente da Teramo. Questo omonimo lavoro, loro debutto ufficiale, è un EP molto sostanzioso contenente ben sette pezzi ed è stato realizzato con la collaborazione del produttore Mattia Coletti.

INGREDIENTI: è probabilmente proprio grazie alla lunga esperienza della band che sono tanti i sapori che si possono gustare in questa mezz’ora: ogni brano, infatti, sembra saper raccontare qualcosa di diverso, ascoltandolo attentamente. Il minimo comune denominatore è comunque la ricerca delle belle melodie, un atteggiamento che ci permettiamo di accostare a quello dei Beatles; bisogna segnalare anche i buoni arrangiamenti che ce li fanno paragonare a band come The National, la vena pop di natura britannica (Coldplay) e una piccola dose di psichedelia (Byrds, Flaming Lips).

DENSITÀ DI QUALITÀ: la malinconia è un’altra caratteristica comune alle tracce presenti in questo esordio della band abruzzese: la bella voce del frontman Paolo Marini, accompagnato in più di un’occasione da quella dell’ex tastierista Aurora Apprano (da qualche tempo sostituita da Serafino Bucciarelli), in particolare in ‘Lazy Days In My Sidecar’, sa creare delicate atmosfere, magari dai toni tristi, ma assolutamente coinvolgenti. Il sapore dell’iniziale ‘A Dog Under The Sun’ è decisamente buono e la forza in essa contenuta fa sଠche questo debutto inizi con il piglio giusto; ‘Into My Heart’ è forse la canzone più semplice e dalle atmosfere più pop tra le sette qui presenti, ma non scade nella banalità , anzi è deliziosa ed è capace di far sognare l’ascoltatore. ‘Sold Out’, il pezzo più morbido dell’EP, è una meravigliosa ballata intimista, elegante e leggera, che chiude questo lavoro nella maniera più gradevole possibile. Con questo esordio, i Delawater ci regalano una piacevole mezz’ora, senza mai voler accelerare il ritmo né accendere i toni, dimostrando buone capacità e disegnando brani di un valore interessante.

VELOCITÀ: i ritmi dei pezzi dei Delawater tendono sempre a rimanere verso il basso.

IL TESTO: ‘A sunny road / In a cloudy land / From my arms / There’s a sunny road in my arms’ dall’iniziale ‘A Dog Under The Sun’.

LA DICHIARAZIONE: il frontman Paolo Marini a noi di ‘Indie-Roccia.it’ sull’uso della lingua inglese nei loro testi: ‘Canto in inglese perché istintivamente mi viene di cantare in inglese. Sono sempre stato attratto da come suonano quelle parole e non mi piace sentirmi cantare in italiano. Più che altro non mi viene. Mi dovrei forzare e sarei poco spontaneo alle prese con un testo in italiano. Ma si tratta di un sentire comune quello di indirizzare le nostre canzoni verso sonorità estere. E’ un processo naturale, nulla di pensato a tavolino.’

IL SITO: Delawater.bandcamp.com.

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