Daniele Tenca – Live For The Working Class

GENERE: blues.

PROTAGONISTI: Daniele Tenca & The Blues for the Working Class Band (Heggy Vezzano, Leo Ghiringhelli, Luca Tonani, Pablo Leoni).

SEGNI PARTICOLARI: Scegliere di fare un live dopo solo un disco da studio potrebbe sembrare una stranezza, ma quando si hanno anni di esperienza sulle spalle e una band come quella che Daniele Tenca ha preso in prestito da Andy J Forest è il minimo. L’energia dei pezzi, che da studio erano sì di spessore ma non avevano forse avuto il giusto rodaggio , risuonati live sembrano rinascere.

INGREDIENTI: L’hard blues di ‘Cold Confort’ , lo spessore di ‘49 People’, che racconta la storia eroica dei 49 operai della INNSE e la profondità del blues in ‘minor key’ di ‘Flowers At The Gate’ meritavano questa rilettura live. I pezzi ne guadagnano in incisività e il suono, più grezzo, dà modo al blues di fare la sua parte. Chitarre che spezzano l’aria , ululati nel buio e rabbia, di quella con cui si deve fare i conti davanti a delle morti inutili. Solo il blues più sporco può sviscerare un argomento ‘sporco’ come questo. La rilettura molto personale di ‘Factory’ è efficace , così come ‘Red Headed Woman’ (entrambe di Bruce Springsteen come la stravolta Johnny 99) e non se ne perde il messaggio. ‘He’s working’, con gli incredibili assoli di Heggy Vezzano, è un brano sofferto di una crudezza micidiale che non lascia respiro è il migliore del set. ‘My Work No Longer Fits For You’ è sostenuta da un azzeccato giro classico. La conclusione viene lasciata a ‘John Henry’ , un traditional che termina questo lavoro di passione e cuore.

DENSITA’ DI QUALITA’: La registrazione, fatta nel dicembre del 2010 al Amigdala Theatre di Trezzo D’Adda è quasi perfetta. La band e Tenca si compensano. I difetti , se proprio vogliamo trovarne un paio, è che la voce non è ancora abbastanza vissuta, forse è ancora ‘acerba’ per un tipo di musica che richiede litri di whiskey e sigarette per essere veramente “acida”. Sono sottigliezze ed è questione di gusti. Altro limite può essere l’accento. Daniele non è certo madrelingua ma l’energia che esce dalle casse e le sferzate , sia a livello di testi che a livello di suoni, compensano quelle che poi a conti fatti non sono pecche ma particolarità e classe.

VELOCITA’: l’energia e sensualità della musica del diavolo bastano?

IL TESTO: “He’s working Just working He builds the Gates of Eden far from home. He’s working
Just working” da He’s Working

IL SITO: Danieletenca.com

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