Colapesce – Infedele

Etichetta: 42 Records/Believe

GENERE:Indie Pop, Dream Pop

PROTAGONISTI: Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, che per questo album ha collaborato, tra gli altri, con Jacopo Incani (sul palco IOSONOUNCANE), Mario Conte (già produttore di Egomostro), Andrea Suriani (mastering per Cosmo, Giorgio Poi, I Cani, Fast Animals e Slow Kids) e Fabio Rondanini (batterista degli Afterhours).

SEGNI PARTICOLARI: dopo Un Meraviglioso Declino (2012) e Egomostro (2015) ecco che Colapesce torna con un terzo, attesissimo album, ‘Infedele’. Il disco è stato anticipato dai singoli Ti Attraverso, uscito proprio la notte del compleanno dell’artista, e Totale, scritta con Dimartino e Luca Serpenti, ed è stato anche presentato a Roma e Milano con due eventi esclusivi riservati ad un pubblico ristretto.

INGREDIENTI: un caleidoscopio di suoni in continua contraddizione sono, sin dai primi minuti, la colonna portante di Infedele. Dai suoni acidi e a tratti quasi fastidiosi tipici del free jazz di Pantalica si passa immediatamente alla dolcezza pop di Ti attraverso. Opposizioni che tornano talvolta anche all’interno della stessa traccia, come in Maometto a Milano, dove le sonorità alla Morton Feldman delle strofe vanno di pari passo con la cantabilità del ritornello. Tanti i modelli dichiarati dallo stesso Urciullo: da Bruno Lauzi a Father John Misty, da Bill Evans a Neil Young.

DENSITÀ DI QUALITÀ: un disco che si potrebbe dire un riassunto del percorso compiuto fin qui da Colapesce, una sintesi perfetta tra i testi melodici e profondi del disco di debutto e i suoni più elettronici e spinti di Egomostro con l’aggiunta fondamentale dei cori, che contrappuntano la linea vocale di Urciullo in diverse tracce. Torna molto di Un Meraviglioso Declino nelle due bellissime ballate Vasco De Gama e Decadenza e Panna, i cui testi si fanno poesia, accompagnata da una linea melodica e vocale dolcissima che riecheggia il rumore del mare in calma piatta. Più difficili ed elaborate dal punto di vista tecnico sono Pantalica, intrisa di armonie esotiche e assoli distorti, e Maometto a Milano, con la sua sacralità poco ortodossa. In tutto questo, trovano comunque posto le più catchy Ti Attraverso e Totale, che strizzano l’occhio alle radio ma comunque senza che la forte identità di Urciullo vacilli, e Compleanno, che rimanda da vicino all’ultimo Cosmo. Momenti più inquieti e veloci si alternano così ad altri più armoniosi e delicati per tutta la (breve) durata del disco, ma entrambi sono riusciti nelle loro principali sfumature e caratteristiche. E poi si finisce così, sospesi, nel mondo fantastico che ancora una volta Colapesce è stato in grado di creare.

VELOCITÀ: solo otto pezzi (pochi per la media degli album precedenti) in 32 minuti.

IL TESTO: Il muro aspetta le sue crepe / ci sono io che aspetto te / e quando ti vedo spuntare / si scioglie la mia verità / Si lo sai, la mia vita è decadenza e panna ”, da Decadenza e Panna.

LA DICHIARAZIONE:“Le parole sono come i volti: a volte te ne innamori subito, messe in fila possono creare vuoti, aspettative, tirano le somme per te, fanno paura, fanno riflettere e ridere e a volte fanno male, ma non ti lasciano mai da solo. Come le canzoni.”, Colapesce sulla stesura di Ti Attraverso

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