Lowlands-Beyond

GENERE: alt-rock ‘americana’

PROTAGONISTI: Ed Abbiati, Roberto Diana, Francesco Bonfiglio, Antonio Rigo Righetti e Robby Pellati.

SEGNI PARTICOLARI: Edward Abbiati e i suoi Lowlands sono cambiati. Lo si vede nella forma infatti del gruppo originale rimangono, oltre a lui, il bravo Roberto Diana (chitarra) e l’ottimo Francesco Bonfiglio (tastiere) e lo si vede dalla sostanza: l’approccio sonoro è decisamente differente dal passato.

INGREDIENTI: Il gruppo, attivo dal 2007, fondato da Edward Abbiati ha sempre definito uno che si aggirava attorno alle sonorità care a tanti piccoli grandi cantautori americani. In questo \’Beyond\’, loro terzo lavoro di inediti, vogliono andare, appunto, oltre questi schemi. L”americana’ dei primi lavori è ancora presente in maniera massiccia ma fanno capolino diverse componenti ‘devianti’ che mai erano mai uscite in passato.

DENSITÀ DI QUALITÀ: fin dalla prima ‘Angel Visions‘ , che avrà fatto accapponare le orecchie(!!) a più di un old-time fan, si parte facendo tabula rasa di qualsiasi cosa suonata precedentemente. Un pezzo hardcore tiratissimo di neanche un minuto e mezzo con l’accoppiata basso/batteria bene in evidenza che farebbe la sua bella figura in un disco dei Supersuckers: una notevole sberla al passato. Aver chiamato due scafati leoni quali Antonio ‘˜Rigo’ Righetti al basso e Robby Pellati alla batteria ha un suo senso. La loro presenza ha arricchito (forse volutamente, forse dovutamente) la parte ritmica di tutti i brani. ‘Hail Hail‘ prima (quanto rimanda ad un certo Bruce questa traccia?) e la veloce ‘Lovers And Thieves‘ riportano sulle tracce abituali il sound del gruppo e finalmente, il fan di cui sopra, può rilassarsi e godere dell’intima ‘˜Ashes‘ che scalda il cuore da quanto riesce ad essere avvolgente. Lo stesso lo si può dire per ‘Homeward Bound‘, ballata strappacuore come ormai non si sentono da tempo. Ed in questo genere si conferma uno dei migliori. A questo scopo, ma in modo diverso, riesce anche ‘Waltz In Time‘, brano carico, con l’elettrica di Diana in primo piano: dal vivo è una bomba. ‘Fragile Man‘ dedicata allo scrittore Luciano Comida è un brano che chi ha a cuore un certo cantautorato indie sempre dedito all’ ‘americana’(Neil Halstead, Matthew Ryan, il compianto Mark Linkous ) può riconoscere bene. La presenza dei vecchi membri (Chiara Giacobbe al violino e Simone Fratti al basso) ricorda che il passato è comunque lì a guardarci e non si può scappare. Con le note incalzanti di ‘Down On New Streets‘ si cavalca verso quello che sarà il penultimo brano del lavoro ossia la title track che riporta ad una apparente tranquillità . Il brano è inquieto, altalenante nel suo incidere e quando sembra sopirsi risorge dei picchi molto emozionanti. L’ultima ‘Keep On Flowing‘ , molto classica nella struttura ‘folk rock’, impreziosita dalla fisa suonata da Bonfiglio, proietta i suoni verso quello che si spera sarà il futuro della band. Un disco dalle diverse facce, pieno di particolari, che in futuro saranno sicuramente ripresi e ampliati per definire la direzione da prendere. Per ora godiamoci questi 38 minuti spesso pronti a scrollarsi di dosso le etichette che troppo spesso vengono attribuite alla band e come si dice: ‘the future is unwritten’.

VELOCITÀ: tra noise , highway e pezzi heartbreaker ogni pezzo ne ha una diversa.

IL TESTO: So tonight is a night for lovers and thieves / whose side will you be on? / Tonight is a night for autumn wind and broken deals./ How long can we go on?‘. LA

DICHIARAZIONE: Ed Abbiati a ‘˜Mescalina.it’: ‘Ci siamo trovati meno fuori posto in rassegne di punk che non in eventi vicini al country‘. IL SITO: Lowlandsband.com

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