Collettivo Ginsberg – Asa Nisi Masa

GENERE: voodoo blues/no wave.

PROTAGONISTI: Cristian Fanti (voce), Federico Visi (chitarre elettriche, Moog), Alberto Bazzoli (pianoforte, organo, Fender Rhodes), Gabriele Laghi (contrabbasso) ed Eugenioprimo Saragoni (batteria, percussioni).

SEGNI PARTICOLARI: il Collettivo Ginsberg nasce come esperimento musical-letterario nel 2004. Il gruppo cambia. Cambia formazione e cambia repertorio. I testi sono un cut-up, un montaggio, di scritti originali con scritti di altri autori: Saramago, Ginsberg, Pasolini, Ungaretti, Miller, Tuareg, Campana, ecc. La musica é quella di un blues profondo e malato. Dopo \’De La Crudel\’ breve Ep che concentrava rock-blues, noise e no-wave tornano quest\’anno con un full-lenght: \’Asa Nisi Masa\’, prodotto dalla Seamount Production. \’De la Crudel\’ sembra ora un intro per questo lavoro, il cut up infatti continua tra riferimenti velati ed altri più palesi. Da subito, nel titolo, si omaggia Fellini ed il suo \’8 e mezzo\’.

INGREDIENTI: \’Asa Nisi Masa\’ é quasi una formula magica, un rito propiziatorio per infondere vigore. Asa Nisi Masa vuol dire rinascita, vuol dire anima. Anima che trasuda in tutte le canzoni del Collettivo. Violente, sofferte, profonde nel senso più vero. Abissali, da perdercisi dentro. E’ un ascolto difficile quello di questo album, una continua ricerca di citazioni, cinematografiche e letterarie; un ascolto attento, fermo sui testi, mentre la musica rende buia la stanza. L\’album si apre con una storia d\’amore (amore per la propria terra e per l\’amata lontana a causa della guerra) un omaggio alla lingua romagnola. La tensione raggiunge il picco con \’Il Cavallo Di Torino\’ e \’Canto Erotico Primitivo\’ dove il blues e l\’acidità new wave bruciano l\’aria. La quarta traccia \’Io Non Ho Mani\’ é una piccola perla. Si sente l\’eco di Pasolini \”il mondo fuori tace attorno a loro che se ne sono esclusi silenziose carogne di rapaci\” e di Calvino, con le sue città invisibili, fatte di sogni e paure. Anche il poeta David Maria Turoldo (\”e la memoria é una distesa di campi assopiti\”) fa capolino in questa canzone-poesia che si destruttura in una ballata graffiante.
La dirompenza della musica si arresta, per lasciare spazio a quella più violenta e cruenta delle parole, in Quindici Secoli, una lunga recita, una delirio sanguinoso: \’L’anno scorso era un anno fa; nient’altro. Non eravamo più giovani allora, né ora siamo invecchiati. Probabilmente non saremo davvero morti quando moriremo, e comunque la mia generazione, noi, non siamo mai stati niente, neanche soldati\’. Un altro gioiello del disco. La forza espressiva, meglio, la violenza, chiama anche qui in campo nomi illustri. Garcia Lorca ne é un esempio. La forza del Collettivo Ginsberg é di fondere la musica con le citazioni letterarie in modo del tutto insolito e personale. Si parla sì di cut-up ma soprattutto di rielaborazione. L\’arte, la letteratura non hanno una forma, un canale di lettura. Non possono averlo. Questo cambia, si modella, in base alla nostra storia, alle nostre esperienze e alla nostra sensibilità . Così in \’Asa Nisi Masa\’ ogni citazione diventa loro, unica, dissolta in quel mondo voodoo blues.

DENSITà€ DI QUALITà€: il Collettivo Ginsberg elabora un album denso: di storie, impulsi e sentimenti. Un concept album sull’ animo umano. La violenza, tra odio e fragilità , le passioni, la morte ed i desideri. La creatività della band é manifesta ovunque. Il progetto \’How to cut up\’ per esempio é stato un esperimento premiante, un blog che ha portato alla creazione collettiva del video per il singolo \’Canto Erotico Primitivo\’.
\’Asa Nisi Masa\’ si posiziona fuori dai confini nazionali, nonostante la lingua, nonostante il richiamo alle tradizioni locali. Le canzoni si posizionano in un\’altra dimensione. La parola diventa l\’asse attorno al quale si sviluppa tutto l\’album, l\’ecletticità trova il suo baricentro proprio intorno al testo. Non si perdono. Il sound -variante tra jazz, blues e folk- ed il susseguirsi inaspettato di diversi ritmi da una canzone all\’altra non creano confusione, solo il naturale caos di impulsi e riflessioni che ci appartiene.
Forse anche quast\’album é un esperimento – di non facile portata. Gli spunti letterari rischiano di essere un buco nero dove trovare un armonia risulta difficile, descrivere l\’animo umano ancora peggio. Ma il \’Collettivo Ginsberg\’ dimostra di conoscere la sua direzione e affronta questa sfida con il giusto coraggio e spavalderia.

VELOCITà€: indefinibile. L\’album alterna canzoni concitate e rabbiose ad altre più introspettive e pacate. Il jazz e la classica danno movimento al fondo blues scosso da synth e rock. Sembra di essere su di un palcoscenico dove ogni atto rappresenta uno stato d\’animo. L\’amore, l\’ossessione per l\’amore stesso, il cinismo, il dolore e la nostalgia. Il lutto ed il misticismo. La velocità segue il \’Collettivo Ginsberg\’ nella sua rappresentazione della vita.

IL TESTO: \” Domando che la razza umana smetta di moltiplicare la sua stirpe ed abbandoni la scena cavalcando un valzer, passione del mio popolo, non inquinato dalle epilettiche volgarità d’oggi, un valzer da concedersi perdutamente, che stemperi nella pura ambra dell’albana l’accidia dei nostri occhi porcini. Scostatevi vacche che la vita é breve!\” da Quindici Secoli

LA DICHIARAZIONE: \”\’La “parola” ha un peso enorme nel nostro progetto e di conseguenza la letteratura é un pozzo infinito dal quale trarre spunti e lasciarsi ispirare, per poi rubare immagini e risputarle nel mondo a modo nostro\” da un\’intervista a Sonofmarketing

UN ASSAGGIO: \’Canto Erotico Primitivo \’

IL SITO: CollettivoGinsberg.com

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