Any Other: Two, Geography

Anno: 2018

Etichetta: 42 Records

Protagonisti: Adele Nigro, veronese classe ’94 al suo secondo disco dopo Silently. Quietly. Going Away (2015). Fresca di tour con Colapesce e reduce dalle collaborazioni con Generic Animal, Halfalib, e MYSS KETA, Adele è la voce e la maggior parte degli strumenti che danno vita a Two, Geography (2018), pubblicato per la prima volta con 42Records. Con lei, nel disco hanno suonato Marco Giudici (aka Halfalib, piano e basso), Alessandro Cau (batteria), Laura Agnusdei (sax tenore) e Marta Benes (flicorno).

Ingredienti: una miscellanea di influenze e suoni diversi caratterizzano l’identità matura di Two, Geography, in cui trovano spazio anche strumenti anomali quali wurlitzer e moog. Adele ha un’anima folk à la Alanis Morissette e Courtney Barnett (Mother Goose, A Place), snaturata da suoni elettronici e ambient (Breastbone, Capricorn No) e atmosfere del jazz più free ed estremo (Stay Hidrated!).

Densità di qualità: vestiti di colori spenti e poco vistosi, capelli sciolti, occhiaie scavate e niente trucco. Adele Nigro in copertina e sul palco si presenta nella sua veste più semplice e genuina, con la stessa onestà emotiva ed intellettuale che ritorna nel disco. Ha poco più di vent’anni ma un talento musicale ricco e una capacità di vivere le emozioni (anche quelle brutte) con una profondità e una consapevolezza rare. Two, Geography scandaglia proprio queste emozioni con testi semplici ma incisivi, nella maggior parte dei casi privi di ritornello, sostituito da frasi ad uncino devastanti (Mother Goose). Tematica sempre presente è quella della depressione (Breastbone, Traveling Hard), con una buona dose di cinismo verso le relazioni umane (Capricorn No, Geography). La musica fa da contrappunto alla quasi totale negatività dei testi, contrastata dalle sonorità vivaci della chitarra e dalle note più delicate del pianoforte (Walkthrough, Breastbone), oppure asseconda la malinconia della voce in chiave blues (Capricorn No, Geography) o sotto forma di ballad (A Place). La linea vocale è sempre struggente, potente e fragile allo stesso tempo; Adele trema, talvolta la sua sofferenza si traduce in stonature che proiettano l’ascoltatore in questa geografia del dolore che diventa uno spazio sicuro.

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Un talento musicale ricco e una capacità di vivere le emozioni (anche quelle brutte) con una profondità e una consapevolezza rare
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