Le prossime due settimane a raster

Siamo ufficialmente media partner di Mare Culturale Urbano, centro di produzione artistica che, partendo da un forte legame con la dimensione locale, sviluppa scambi a livello internazionale e attiva processi di inclusione sociale, rigenerazione urbana e innovazione culturale. Poiché noi trattiamo di musica italiana, per lo più indipendente, inauguriamo oggi uno spazio bisettimanale nel quale ricorderemo ai nostri lettori gli appuntamenti di raster, la rassegna del giovedì dedicata proprio alla musica indipendente italiana, dando un approfondimento su uno dei nomi a nostra scelta. Lo faremo riprendendo articoli già pubblicati da noi sul musicista/gruppo in questione.

Iniziamo con l’agenda:

Giovedì 3 novembre

Birthh
L’oscuro alter-ego di Alice Bisi; il suo disco “Born in the woods” unisce la sensibilità di una scrittura cantautoriale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici“.
Berg
Le atmosfere trip-hop sono quelle più riconosibili in una proposta inclassificabile per la sua struttura cangiante legata alla sua voce ed al suo corpo, ma molto chiaro dal punto di vista di ciò che vuole esprimere“.

Giovedì 10 novembre

Anthony Laszlo
Duo torinese che mixa cantautorato rock, psichedelia, punk e follia. L’indefinibile irrequietezza del rock, pronipoti psichedelici di Tenco, mix genetici tra Celentano e Blonde Redhead
Royal Enemies
Band dal caratteristico sound nato dall’unione di brit rock, indie rock e alternative rock supportato dai synth“.

L’approfondimento di questo appuntamento lo dedichiamo a Birthh, un’artista che già al primo album è riuscita a ottenere apprezzamenti ovunque. Born In The Woods è uscito la scorsa primavera per We Were Never Being Boring, e noi siamo riusciti a recensirlo solo di recente, ma meglio tardi che mai. Nella nostra recensione, che potete leggere qui, sottolineaiamo come sia “difficile credere che si tratti di un disco d’esordio” e raccontiamo che “i dieci brani, considerati nel loro complesso, delineano uno stile che è già maturo, un modo ben preciso di creare, ma soprattutto di “sentire” la musica. L’autobiografia di Birthh è raccontata con suoni classici, semplici, caldi di una chitarra e con suoni nuovi, complessi, freschi dell’elettronica, il tutto senza eccessi, in un equilibrio sonoro stabile e rassicurante.
Ancora più recentemente, siamo riusciti a intervistare Alice via mail. Un passaggio importante è quando l’artista ci scrive così: “credo che il motivo per cui la musica ha un ruolo così importante nella vita di molte persone (anche di chi non scrive) sia proprio che riesce a scuotere qualcosa dentro la testa. Se adesso sono la persona che sono e se sono cresciuta, è proprio grazie alla funzione catartica della scrittura: ho dovuto tirar fuori cose che magari non erano proprio in superficie e poi trovare un modo per razionalizzarle e renderle comprensibili anche ad altr*, questo processo porta a conoscere tanti lati di sé che prima erano in ombra“. Sono parole che si incastrano perfettamente con la centralità del ruolo della musica nel progetto di Mare. L’intervista completa è qui

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