Gli EP del mese: marzo 2022

L’EP è ormai un formato sempre più diffuso per la pubblicazione di nuove canzoni da parte delle band, italiane e non. Spesso, purtroppo, chi scrive di musica tende a privilegiare la trattazione degli album, e questo crea il rischio che lavori assolutamente validi non abbiano lo spazio che si meriterebbero. Da questa considerazione è nata la nostra scelta di raggruppare mensilmente una serie di recensioni brevi sugli EP ascoltati nel periodo di riferimento, così che i nostri lettori possano avere uno sguardo d’insieme anche su questo tipo di pubblicazioni.

SEBAA – Butterfly Radio
Sebaa è un rapper atipico che si cimenta in questo disco di debutto senza genere, con influenze che toccano persino il gospel, da qui il concetto di “radio”, tanti brani sconnessi ma partoriti dalla stessa testa. Un disco che sembra volerci comunicare che la musica diventa uno strumento per dire la propria, un esercizio di stile per migliorarsi. Solitamente in un programma radiofonico vengono trasmessi brani di artisti diversi dello stesso genere. In questo caso però, tutto si ribalta: l’artista è uno solo e i generi e le influenze cambiano di brano in brano. Ecco la Butterfly Radio di Sebaa, e noi ve la consigliamo.

CASPIO – Fugit
L’EP interpreta le diverse sfaccettature del concetto di tempo: c’è un tempo che appartiene ad una generazione, un tempo che ha cambiato tutte le carte in tavola, un tempo per le decisioni, un tempo che scandisce il ritmo sonno-veglia, un tempo presente e un tempo futuro. I brani contenuti in fugit sono eterogenei, confondono generi, sonorità e stile. Sono stati scritti in tempi – ed ecco il tempo che ritorna – diversi. Un viaggio nel tempo, nel tempo di tutti, dove elettronica e cantautorato diventano una cosa sola, dove l’amore e la malinconia si fondono e dove non c’è spazio alla distrazione, un sequestro di otto tracce serrate che è impossibile lasciare andare.

SHKODRA ELEKTRONIKE – Live @ Uzina
Torna il duo albanese ma di stanza a Milano con un disco di debutto registrato interamente live, in un teatro abbandonato della periferia di Tirana. Le vibes sono quelle di un rave mediorentale, ed è davvero impossibile non rimanerne risucchiati, si parla per questo di post immigrant pop. La tracklist comprende 4 brani tradizionali scutarini, riarrangiati in chiave elettronica e suonati dal vivo in un vecchio teatro di posa della periferia di Tirana, la capitale dell’Albania. Un mondo sconosciuti a cui non siete davvero preparati, uno dei dischi più importanti della scena undeground in grado di segnarci. Da non perdere.

IOSONORAMA – Fenomeni Paranormali
S’è fatta notare alle più recenti audizioni di Musicultura, Rama e la sua autodeterminazione musicale Iosonorama ci presentano un disco di debutto, fuori per Disordine Dischi, che è uno schiaffo pop: la malinconia che si può ballare, la rabbia che fa sorridere, la tristezza che si assorbe anche se si ondeggia a suon di musica. Finalmente si svela il mondo dell’artista partenopea: determinata, vulcanica e piena di grinta, dopo anni di gavetta ha deciso di rimettersi in gioco ripartendo da zero e di realizzare il suo nuovo progetto artistico con il produttore Paci Ciotola. Un’ottima prima prova che speriamo abbia presto un seguito!

PROBLEMIDIFASE – Ristorante / Albergo / Croce
Problemidifase è il progetto solista di Samuele Zenti che, come conferma dell’infinito e valido underground veneto, ci presenta il suo disco di debutto: il racconto malinconico e lo-fi di una scampagnata in montagna, di quelle estreme, dove si mangia polenta e non prendono i telefoni. Un disco ispirato alle sonorità e alla scrittura dei Verdena, ma che poi si contamina con le atmosfere si facciano decisamente più eteree e rilassate e le sonorità tendano maggiormente verso il dream pop. Un disco per chi si è sentito solo, per chi può capire il fascino della provincia e per chi sta bene, nonostante tutto.

SAERA – Saera
La cantautrice romana propone finalmente un capitolo definitivo, il suo mondo che porta il suo nome. Fuori per Sbaglio Dischi, cinque brani intimi e sinceri, che suonano come un viaggio silenzioso e notturno verso la camera di un’adolescente in cui è impossibile non riconoscersi. Saera mescola sonorità R’n’b a influenze più pop, mantenendo una scrittura matura e una voce ammaliante, trascinandoci dentro atmosfere chill e avvolgenti: la fine dell’adolescenza, relazioni tossiche e nuove malinconie estive. Un piccolo barlume di speranza in una scena romana che sembra regalarci dischi tutti uguali.

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