Anteprima: Guignol – Luna Piena E Guardrail (full album streaming)

I nostri lettori abituali non dovrebbero aver bisogno di sapere chi sono i Guignol, e probabilmente immagineranno con quale gioia cogliamo l’opportunità di presentare in anteprima lo streaming del loro nuovo disco Luna Piena E Guardrail. Per gli altri, vi diciamo che, più che una vera e propria band, i Guignol sono un progetto musicale che ruota attorno alle idee del milanese Pier Adduce, e che, con questo, hanno pubblicato ben otto album, tutti all’insegna di atmosfere noir, rock d’autore senza compromessi e storie difficili di personaggi sempre un po’ outsider. L’etichetta di questo nuovo disco è, come sempre, la Atelier Sonique.

Una band rinnovata e ritrovata accompagna Pier Adduce: dalla sezione ritmica di Paolo Libutti al basso e Michele Canali alla batteria, alla chitarra elettrica di Antonio Marinelli, insieme a Maurizio Boris Maiorano, impegnato con organo, piano e tablet.  I testi sono più declamati e cantati e la voce di Pier Adduce come lume nel buio guida l’ascoltatore nel profondo del disco con piglio più che mai teatrale e un timbro quasi da crooner, tra sonorità post punk, blues e roots e una fisicità del suono, che ora si fa trascinante, ora tenue e delicato, quasi malinconico, tratteggiato dai violini di Massimiliano Gallo e dalle voci di Max La Rocca e Susanna Buffa. Registrato nell’autunno 2019, Luna piena e guard rail è prodotto, mixato e masterizzato da Giovanni Calella del Diabolicus Studio e Guignol.

Il disco è un susseguirsi di frammenti di vita immortalati in istantanee, storie in forma di canzone che si snodano in un percorso notturno attraversato da lampi di vita quotidiana. La luna che splende non si riflette più sui vetri rotti di Čechov, ma scivola veloce su un guardrail mentre la notte scorre via e i brani prendono forma lungo centinaia di chilometri in macchina rischiarati dalla luce lunare. Accanto solo il guardrail, metaforico e reale, confine oltrepassabile o meno, limitazione, il legaccio, confine che traccia curve e deviazioni che portano alla ricerca di non si sa bene che cosa, una dimensione vera di se stessi.

«Tutto ha origine da un blues primordiale: una suggestione che porta a un testo, un testo che suggerisce il suono e il piede che batte il ritmo delle parole, solo dopo arriva l’armonia» spiega Pier Adduce, parlando della genesi delle canzoni di cui firma testi e musica. Un approccio scarno ed essenziale, che prende corpo attraverso immagini evocative, tra folk, post rock ed echi di chansonnier francesi e italiani e un songwriting in cui affiorano echi letterari del secolo scorso, ormai: dal Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, alle Città Invisibili di Italo Calvino citati nel disco. Questi paesaggi notturni, domestici, urbani o desolati non luoghi sono abitati da figure scricchiolanti, claudicanti, fragili eppure indomite, che appaiono sotto i chiari della luna piena dei Guignol, che nel disco omaggiano anche Luigi Tenco, riarrangiando e suonando la sua scarna e appassionata Se potessi.

Queste le prime date confermate:

5 mar – Garage Moulinski, Milano
21 mar– Magazzino sul Po, Torino
28 mar– Mon Ami, Montichiari (BS)
1 apr – Moggio Vineria, Roma (live in solo)
2 apr – Isola Liri, Frosinone
3 apr – Lettere Caffè, Roma
4 apr – House concert, Pescara TBC
10 apr – Spazio Ligera, Milano
17 apr – XO Music&Food, Magenta (MI)
1 mag – Le Zite, Matera TBC
2 mag – Cibo Per La Mente, Taranto
9  mag – Black Inside, Lonate Ceppino (VA)

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