Anteprima: Andrea Labanca – Buio (video + mini intervista)

A un anno e mezzo dall’uscita del suo ultimo disco, Andrea Labanca ha realizzato un video di una delle canzoni dell’album. Il brano si intitola Buio e la regia è di Terry Paternoster. Noi di Indie Roccia siamo contenti di poterlo proporre in anteprima e, per l’occasione, abbiamo rivolto alcune domande all’artista.

Far uscire in estate il video di una canzone che si intitola Buio può sembrare una scelta in controtendenza, ma in realtà il brano può essere associato ai lenti risvegli estivi, con la partenza lenta che ricorda quando ci si prende più tempo del solito nel carburare al risveglio e una sempre maggior apertura melodica e sonora nel corso della canzone. Cosa ne pensi?
Quella che hai descritto è esattamente la sensazione con cui è stato scritto il pezzo. Ci sono diversi elementi personali nella canzone. Ho fatto sempre vacanze abbastanza avventurose, per dirla elegantemente, la sensazione di vivere sulla strada ed essere lontani da tutto regala una piacevole sensazione di solitudine cosmica ma anche di forza. Diciamo che in alcune mattine puoi sentirti veramente al centro del tuo destino nel bene e nel male. O almeno illuderti che sia così.

Il video mi sembra riflettere quanto dico sopra, con l’aggiunta della malinconia estiva a cui ci abbandoniamo quando i ricordi fanno capolino nei nostri momenti di solitudine. Anche qui, ti chiedo cosa ne pensi.
Per me l’estate è un momento molto malinconico, come se il caldo andasse a squagliare qualcosa che si era prima irrigidito in una parte della tua intimità. Ho sempre avuto la fortuna di poter sprofondare nella noia nel periodo del grande caldo, spesso essendo lontano da casa, diciamo che le due cose ti offrono la possibilità far emergere cose che non ti aspettavi dall’inconscio. Nella canzone ci sono tanti momenti che derivano da visioni oniriche.

Il disco da cui è tratta la canzone è uscito da ormai un anno e mezzo: sei soddisfatto a posteriori, o, se ci ripensi, faresti qualcosa di diverso?
E’ una domanda per cui ti ringrazio, perché cogli esattamente un mio momento di profonda riflessione su tutta la mia attività musicale. Per non tornare per me è stato un punto di svolta molto importante, in cui stavano cambiando tante cose. Avevo appena lasciato la band con cui lavoravo, stretto in profondità il rapporto con Gianluca De Rubertis, avevo appena chiuso un tour sui divani d’Europa. Questo disco è arrivato così piacevolmente pop e inaspettato che mi ha sorpreso e ribaltato. Rifarei tutto come ho fatto, credo sia un disco di crescita, ma non credo che farò ancora le cose come le ho fatte. Solo non ho ben capito dovrò andrò a parare, sto sperimentato tante cose. Ho molta voglia di suonare live e in autunno sarò molto attivo, mi piacerebbe anche formare una band che fa cover dei The Cramps, con un amico scrittore poi stiamo pensando ad una progetto brit-pop. Artisticamente mi sento sia cicala che formica in questo momento.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo e, se sì, a che punto sei?
Sto scrivendo delle canzoni, ne ho già diverse abbozzate malissimo sul mio telefono, ma penso che passeranno almeno sei mesi prima che abbia la voglia di registrare qualcosa. Questa estate inizierò a proporre qualcosa in qualche piccolo live, poi vedrò dopo Natale che direzione prenderà il discorso.

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