Roccia Ruvida: Lasersight

Beh decisamente un artista pulito, sincero, trasparente che più di altri pettinata ha capito e saputo rispondere alle domande ormai scontate quando vogliono essere fintamente velenose. Eppure il gioco piace, me per primo. Oggi diamo spazio a Lasersight, rapper, producer, cantautore pop oramai. Romano de Roma come direbbero e romane anche alcune delle featuring che troviamo in questo disco dal titolo “Le due porte”. Fate uno sforzo e andatele a cercare… nomi interessanti della nuova scena pop italiana. Lasersight lascia sposare appunto il pop al rap, come accadeva nei primi vagiti main stream degli Articolo 31 (tanto per fare i nostalgici). Il risultato è assai interessante, la copertina un po’ meno ma ahimè amico mio sono in disaccordo con te quando parli di rinnovamento e di ricerca. Tanto di cappello se ci riesci ed è nobile che l’intento sia quello in luogo dell’omologazione… ma temo che dischi come questo durino ancora fatica a trovar una quadra che sia davvero personale. Tante soluzioni ancora troppo di moda. Suona bene, sta in piedi ma ahimè troppo ancora vincolato. Tuttavia la pasta buona c’è e ci sono i presupposti spirituali perché Lasersight arrivi davvero a far a meno delle mode altrui…

Il rap che diventa pop o almeno ci prova o almeno cerca di farlo. Come a dire rendiamolo più commerciale che orami non interessa a nessuno?

Beh oramai se non vendi e fai numeri nessuno ti nota e nessuno ti fila quindi l’unico modo è commercializzare tutto ed il rap alla fine non è stato da meno. È stata la naturale conseguenza dell’evoluzione musicale, poi ovvio che ci sta chi lo sa fare e chi no e fidatevi che parecchi non lo sanno fare.

Che poi ci sono tanti suoni che tornano ciclici nei dischi di tantissimi. E dunque chiedo sempre agli artisti: ma perché questa moda di fare tutti le stesse cose? Secondo te a cosa serve? Ad una sorta di riconoscibilità?

Semplicemente perché ormai con le piattaforme streaming ed i vari social si ha più possibilità di far sentire la propria musica e purtroppo tantissime sono veramente inascoltabili e consiglio a questi signori di cambiare mestiere, tornando a noi alla fine è impossibile non essere la copia di qualcun altro apposta perché ci sta tanta, forse troppa musica in giro. Io vorrei essere riconosciuto proprio per la mia non riconoscibilità e tutta questa copiatura che si fa l’uno dell’altro mi spinge a rinnovarmi sempre per non essere come la massa e rispondendo anche alla domanda per me serve questo: innovazione e fantasia, bisogna saper essere camaleontici.

Sono sincero: la copertina sembra davvero rappresentare un disco diverso. Non mi piace questo contrasto, l’ho vissuto “male”. Ora ci dirai che è stata l’intenzione voluta, il contrasto appunto… ma la verità? È questa? Oppure sono io che non capisco niente di copertine…? Il che non stupirebbe nessuno, me per primo…

In realtà è veramente così, volevamo dare un contrasto e far capire che le scelte che uno fa non sono mai facili e da qui l’idea di fare una copertina un po’ cinematografica e noir, quindi dai di copertine ci capisci; poi ovvio che il gusto è soggettivo e lì non posso farci nulla, a me piace…pensa che a casa ho anche la gigantografia della copertina.

E dunque, vista questa deriva pop, pensi anche di fare concerti suonati, magari da vero cantautore? Magari il prossimo disco sarà così? Oppure come tanti ti arrendi al fatto che non cambia mai niente, qualunque scelta si faccia?

Io sono già suonato di mio quindi…comunque si, sto lavorando anche a fare concerti suonati, magari con una band che andrà alla deriva insieme a me anche se puntiamo sempre ad andare a riva più che alla deriva. I prossimi lavori avranno un’impronta molto pop, il che dimostra che io non mi arrendo, anzi sono felice di fare questa musica e mi diverto nel farla, perché io sono io e non sono “i tanti”…

E come sempre, ringraziandoti di aver raccolto le provocazioni con intelligenza e arte, abbassiamo l’ascia di guerra e anzi alziamo una bandiera di pace sulla musica. Però è vero che c’è indifferenza e che c’è noncuranza da parte del pubblico. Ed io ho ampia stima degli artisti che provano, scrivono e si mettono in gioco. Solo per questo meritereste un premio. Come la vivi tu personalmente? Quando scrivi una canzone pensi alla direzione da prendere per venir incontro all’ascolto medio delle persone oppure tiri dritto per la tua strada? Ecco una scelta, una porta, un bivio assai arduo anche solo da spiegare…

Grazie a te mi sono divertito molto stando al gioco, rispondendo alle domande e ti confesso che mi sono tolto anche qualche sassolino dalla scarpa. Ti ringrazio tantissimo per le belle parole di sostegno, io cerco di fare una cosa più equa possibile: cioè mi piace scrivere e cantare cose che piacciono a me, però ovvio che devo tener conto anche dell’ascoltatore quindi magari cerco di rendere un concetto più semplice o più melodico senza naturalmente staccarmi dalla melodia o dal tema che ho in testa, perché comunque la musica rimane un’arte ed un cantante è un artista che deve essere libero di sprigionare la propria arte ed il proprio talento al meglio e ci si riesce solo se si fa ciò che piace e lo si fa col cuore.

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