L’etichetta risponde:MiaCameretta Records

Nuovo appuntamento con “L’etichetta risponde”.

Oggi tocca alla label “MiaCameretta records“, giovane realtà homemade di un gruppo di amici dalle ottime credenziali e potenzialità.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

1)Come e quando e’ nata la vostra etichetta?

MiaCameretta Records è nata nel 2011 con quattro ragazzi (Ettore, Filippo, Simone e Andrea) che suonavano (e suonano) e che avevano voglia di collaborare per far conoscere la musica che gli piaceva, senza le limitazioni che comporta l’affidarsi a grandi etichette che spesso si interessano più al profitto che possono ricavare da una band piuttosto che alla musica in sè. L’idea di base era molto semplice, quella di far ascoltare dei dischi “fatti in casa”, in totale libertà e con sonorità lo-fi, da “cameretta” appunto, purchè personali e validi dal punto di vista musicale.

2)Che metro usate per il reclutamento delle band? Vi siete posti dei limiti sui generi da considerare?

Il metro principale è ovviamente il nostro gusto personale, anche se tendenzialmente preferiamo band dalle sonorità sporche, che richiamano gruppi di etichette – per rifarci al panorama americano – come la in the red, la sub pop, la rocket recordings e simili. Un altro aspetto importante per una produzione è la possibilità di ascoltare prima la band dal vivo, perchè pensiamo che il live sia un indicatore fondamentale della qualità di una band. Inoltre tendiamo a dare importanza anche al lato umano, ovvero ci teniamo ad interagire con persone che abbiano una visione della musica e del mondo che le gira attorno simile alla nostra.

3)Curate tutti gli aspetti di un artista/band (live/grafica/registrazioni/produzione…)?

Fondamentalmente abbiamo un approccio diverso e personalizzato con ogni gruppo che produciamo, in base a ciò che vogliono e alle loro esigenze. Siamo sempre pronti a consigliare e a dare una mano, ma ci teniamo anche a lasciare ampia libertà creativa perchè è fondamentale che il prodotto che ne esce fuori sia personale e rispecchi a pieno la band. Detto ciò, cerchiamo sempre di organizzare scambi di date per far si che i nostri gruppi abbiano possibilità di girare per tutta l’Italia con i loro live, quando ci viene richiesto curiamo la parte grafica (anche completamente), dando una mano anche con la stampa e/o la distribuzione digitale.

Per quanto riguarda le registrazioni, il sound è un aspetto fondamentale per le nostre produzioni, e avendo la fortuna di avere uno studio di registrazione nostro – il VDSS Recording Studio – con attrezzature analogiche e tecnici del suono attenti a dare quelle sonorità calde e retrò che apprezziamo maggiormente, spesso ci capita che gruppi che non conosciamo prenotino lo studio per ottenere il nostro particolare suono, e ciò porti poi ad una collaborazione. Anche tra i gruppi che già fanno parte dell’etichetta c’è libera scelta per quanto riguarda le registrazioni, ma spesso è il gruppo stesso a preferire il nostro studio per il timbro caratteristico che tiriamo fuori. In ogni caso, tra le nostre produzioni abbiamo anche molti dischi registrati altrove: quello che conta è che il disco abbia il sound “giusto”, quello che ci piace e che pensiamo caratterizzi le nostre produzioni.

 

4)Che altre etichette internazionali e nazionali apprezzate?

Come abbiamo già accennato, le nostre etichette di riferimento a livello internazionale sono la in the red, sub pop, rocket recordings, domino records e la touch and go. Tra le etichette italiane che apprezziamo maggiormente ci teniamo a citare la V4V, to lose la track, brigadisco e 42 records.

5)Cosa significa essere un’etichetta indipendente ?Che differenza c’e’ tra voi e una major?

La differenza principale tra un’etichetta indipendente ed una major è proprio il focus sulla musica in sè piuttosto che sulle logiche di mercato. Un’etichetta indipendente promuove la libertà creativa, l’intenzione di portare qualcosa di diverso e valido piuttosto che propinare l’ennesimo gruppo fatto con lo stampino solo per vendere.

6)Economicamente rientrate dei costi di produzione degli album o dovete puntare sulle esibizioni live?

Onestamente non rientriamo quasi mai dei costi di produzione, e non prendiamo percentuali sui cachet dei live dei nostri gruppi (a meno che non siano gruppi di cui facciamo parte, ovviamente :D), anche se ultimamente è capitato con diverse uscite di aver venduto tutte le copie, e di aver usato i soldi che ci sono rientrati per le ristampe. Di base utilizziamo tutti i soldi che rientrano per finanziare altri progetti dell’etichetta.

7)In quanti ci lavorate ?

Attualmente siamo 5 persone (Ettore, Filippo, Simone, Irene, Bubi) più un cane (Bacon) e cerchiamo di dividerci i compiti per i vari aspetti, collaborando sempre con i membri delle band che produciamo.

8)Come e’ cambiato il ‘fare il discografico’ da quando avete iniziato?

All’interno dell’etichetta il nostro “fare il discografico” è cambiato perchè ovviamente con il tempo siamo cresciuti, passando da produzioni con cd in bustina fino ad arrivare a vinili in 7 e 12 pollici, dal produrre principalmente i nostri gruppi a gruppi da tutta italia, dal registrare tutto con un microfono panoramico ad avere uno studio con stanze trattate, microfoni a professionali e banchi analogici. Nonostante ciò, la nostra impostazione rimane quella di sempre, “ehi, fico questo gruppo, facciamogli un disco!”. Certamente abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza sui retroscena di questa industria, in cui anche in ambito underground contano le conoscenze, il “fare un favore” alla persona giusta, il fare una certa cosa perchè va di moda tra la gente che non segue le mode. Ed è proprio grazie a questa consapevolezza che cerchiamo di rimanere fuori da queste dinamiche, anche a costo di rimanere meno conosciuti o esclusi da alcuni circuiti.

9)Il web vi aiuta o vi ostacola?

Beh, come in quasi tutto il web aiuta ed ostacola. Senza il web probabilmente non avremmo modo di conoscere molte delle persone con cui collaboriamo, non avremmo avuto la possibilità di farci conoscere e di promuovere i nostri gruppi anche all’estero (America, Canada, Giappone, Inghilterra, Spagna e tanti altri Paesi). Inoltre ci ha permesso di venire a conoscenza di tante realtà anche molto piccole che difficilmente avremmo avuto modo di conoscere altrimenti, come gruppi ed etichette che ci hanno ispirato a fare ciò che facciamo, a continuare a farlo e a cercare di migliorare sempre di più. Inoltre indubbiamente il web ci ha messo a disposizione molti strumenti che in altre epoche storiche sarebbe stato quasi impossibile ottenere per un’etichetta piccola come la nostra. Allo stesso tempo, con questa quantità di informazioni massiva e continua è spesso difficile emergere dalla mischia, sia per i gruppi che per le etichette, e molto spesso si tende a dare maggiore importanza al numero di “like” su facebook (magari a pagamento) di un gruppo piuttosto che alle sue potenzialità in ambito prettamente musicale, così come dall’altro lato molti gruppi sembrano essere più interessati ad apparire ed essere apprezzati su facebook in una gara di popolarità invece di concentrarsi principalmente sull’ideazione e la realizzazione di un album significativo.

10)Come sono i rapporti con i canali ‘tradizionali’ tipo le radio(anche web) o la televisione? Riuscite a far ‘passare’ i vostri artisti?

Diversi dei nostri gruppi hanno partecipato anche a trasmissioni radiofoniche per radio locali, ma principalmente, come è abituale per i gruppi underground, siamo più presenti in podcast audio/video su internet, sia con passaggi dei pezzi, sia con interviste, sia con riprese video dei live. Inoltre è capitato che alcuni pezzi di nostri gruppi siano stati utilizzati all’interno di web series e cortometraggi. Inoltre sul nostro sito (www.miacameretta.com) c’è una sezione con tutte le recensioni (webzine e cartacee) dei nostri artisti.

11)Cosa ascoltate quando non lo dovete fare per lavoro?

Così su due piedi, tra i nostri gruppi preferiti rientrano senza dubbio gli yo la tengo, black angels, ty segall, thee oh sees, my bloody valentine, ride e tanti tanti altri. Gli ascolti sono talmente tanti e talmente disparati che è difficile fare un elenco esaustivo.

12)Tre vostre uscite da non perdere nei prossimi mesi.

Proprio in questi giorni è uscito “MoonShroom”, il disco de The Lee Van Cleef’s Lost Finger, una band da poco entrata nella famiglia di MiaCameretta Records, prodotto anche negli USA in cassetta dalla wiener records. Si tratta di un disco dal sapore garage/psichedelico da 6 tracce. Per i prossimi mesi abbiamo in cantiere l’uscita del nuovo disco dei Flying Vaginas, che in questi giorni sono in studio ad ultimare il loro secondo album, sempre sul genere shoegaze/dreampop. Anche i blonder, ora blonderr, stanno lavorando al loro secondo disco, mantenendo una linea garage ma con tendenze più shoegaze in stile verve. Tra le prossime uscite c’è anche un nuovo progetto, i complicated, con il loro album d’esordio omonimo, con una linea sperimentale/psichedelica. Anche i Santa Muerte, nonostante “Age Of Sorrow” sia uscito da poco si preparano a regalarci una nuova perla desert-rock/garage/psych. (Ok, sono più di tre ma è come dover scegliere il figlio preferito!) C’è da aspettare ancora un po’ per le nostre novità del 2015, ma siamo convinti che ne varrà la pena!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *