Japaneseghostarmy: acidità e psichedelia, forme sghembe del pop

I japaneseghostarmy sono Ciro Rapicano Aiello alla batteria, voci e Domenico Iorio, chitarra e voci. E poi il basso, su disco, e anche firma di produzione quella di Danjlo Turco. E poi una musicassetta in edizione limitata. E poi, non ultimo, il titolo “Abbey Pazienza”. Un ossimoro e una necessità: avere pazienza prima di fare (o aver la possibilità di fare) quel salto che dall’anonimato conduce l’artista al successo. Quando dai garage dell’underground si passerà ad allegorici Abbey Road Studios. Ci prova i duo partenopeo dei Japaneseghostarmy, ci provano con un disco libero, intelligente, coraggioso di soluzioni che prevedono quel certo modo di ignorare le abitudini del pop e ascriverle dentro chiuse sghembe, accordi dissonanti, un suono acido anni ’70 che sempre piace. E il tema è altrettanto acido, aspro, viscoso: la società ma anche la vita di ogni giorno con chiave polemica, giustamente e intelligentemente polemica. Non si può far altro che suonare assieme… debolezze a parte…

Psichedelica acidità, qualcuno la chiamerebbe psycho-pop. Voi invece che etichetta dareste?

Figo Psycho Pop! Anche se, figaggine a parte, darci un etichetta precisa è sempre stato complicato data la nostra forte natura sperimentale. Di solito quando ci viene posta questa domanda rispondiamo così:  “alternative rock con episodi prog e math”. È una risposta appropriata, sincera, che dichiara le nostre influenze e i nostri ascolti.

La pazienza è la virtù dei forti? O il contentino per i perdenti in attesa?

La pazienza è assolutamente la virtù dei forti, ma solo se sommata a sacrificio e impegno costante.

La pazienza fine a se stessa è solo una colossale perdita di tempo, è necessario un’obbiettivo, un traguardo da raggiungere e superare ancora e ancora.

Avere uno scopo è tutto, rappresenta la fondamentale differenza tra noi e i “perdenti in attesa”, che si accontentano delle briciole o di mordere la polvere.

Perché introdurre in produzione anche il basso? Per evitare formule ampiamente utilizzate o perché davvero mancava qualcosa? Anche perché al basso chiedete una presenza importante e non solo di riempimento estetico…

Il nostro gruppo nasce concettualmente come un trio, tanto è vero che ancora ci pare strano pensare alla band come duo. Scherzosamente diciamo sempre che la formazione è composta da 2 + 1:

Ciro, Domenico e l’amichevole “ghost” che ci accompagna in ogni prova o concerto che sia.

Il basso per noi ha un ruolo fondamentale, non può ridursi solamente a una chitarra splitatta in un octaver. Per “Abbey Pazienza” abbiamo avuto la fortuna e l’onore di lavorare insieme a Danjlo Turco, che tra i tanti e grandi meriti di questo disco ha anche quello di aver arricchito ogni brano con delle ispiratissime linee di basso, sottolineando ancora una volta quanto importante sia questo strumento per il nostro sound.

E parlando della copertina… quanto amate gli anni ’70?

Tanto. Il grandissimo (e altissimo) Marco Normando ha fatto davvero un lavoro incredibile con la copertina, riuscendo a catturare tutto il nostro amore per una decade che ci ha regalato capolavori che non si sono limitati solo a cambiare la musica, ma che ne hanno cambiato anche il modo di pensarla, scriverla e inciderla.

Ad esempio, molti brani all’interno di “Abbey Pazienza” sono stati influenzati dal concetto creativo di alcuni dischi dei King Crimson, “Starless and Bible Black” e “Red” in particolar modo, album in cui la spontaneità diventa parte integrante del sound della band.

Abbiamo jammato per giorni, raggruppando le idee migliori cercando di non manipolarle troppo, curando sopratutto l’aspetto istintivo dei brani come mai fatto in precedenza.

E alla fin della fiera un disco così acido, non avrebbe trovato una ragione in più dentro i solchi di un vinile più che su Musicassetta?

Il nastro della musicassetta ha sempre avuto un certo ascendente su di noi, anche perché è l’unico formato perfettamente a cavallo tra le nostre epoche preferite, i 70’ e i 90’.

Pensiamo sia un ottimo compromesso, sono piccole, carine e suonano da dio!

Le trovate sul nostro bandcamp, ascoltare per credere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *