Interview: Zero Assoluto

Quotidianità, intimità, semplicità: sono questi gli ingredienti di Cialde, l’ultimo singolo degli Zero Assoluto che segue il successo avuto la scorsa estate con Fuori Noi – brano che ha visto la partecipazione di Gazzelle e che ha segnato il comeback del duo formato da Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci a distanza di quattro anni dall’ultimo album.

Gli Zero Assoluto si avvalgono questa volta della collaborazione di Colapesce e tornano sulla scena con un brano intimamente pop che segue perfettamente lo stile cui ci hanno abituati nel corso del tempo, uno stile fatto di immagini tanto forti quanto familiari, proprio come l’intenso e rassicurante odore del caffè la mattina.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il duo romano:

1. Ciao ragazzi! Benvenuti su Indie-Roccia e grazie per essere qui con noi oggi. Il 2020 è stato l’anno del ritorno degli Zero Assoluto dopo ben quattro anni: qual è la ragione di questa lunga pausa e come vi sentite a tornare in pista con dei nuovi pezzi dopo tutto questo tempo?

Ciao a tutti! La pausa di quattro anni è stata necessaria, sentivamo la necessità di fare silenzio dopo tanti anni senza mai fermarci. In questi anni abbiamo portato avanti altri progetti imprenditoriali e ovviamente non abbiamo mai smesso di scrivere canzoni. Quella è un’attitudine che fa parte di noi, è inevitabile. Il ritorno è stato emozionante: è come ricominciare da capo, da zero, ma con una consapevolezza che ti fa vivere tutto molto più serenamente.

2. Com’è stato collaborare con Colapesce nella realizzazione di Cialde e in che modo il suo contributo vi ha arricchiti?

Scrivere con lui è stato favoloso. Quando riesci a condividere le idee, “le urgenze”, la creatività, quello che esce fuori è pazzesco. Parlo della gioia di veder nascere una nuova canzone.

3. Come nasce un pezzo degli Zero Assoluto? Studiate tutto a tavolino o vi affidate all’ispirazione del momento? Partite dai testi o dalle melodie?

A tavolino non riusciamo a fare nulla. Tutto nasce da una voglia impellente di comunicare qualcosa. La musica per noi è questo. Solitamente partiamo dalla musica e dalla melodia….è da li che parte il viaggio.

4. In qualche modo, i vostri sono stati dei dischi generazionali, in quanto hanno accompagnato l’adolescenza di molti ragazzi che adesso sono adulti. Ve lo aspettavate questo tipo di successo?

Assolutamente no. Quando scrivi una canzone non puoi immaginare l’importanza che possa avere per qualcuno. Sapere che per tanti le nostre canzoni sono state e sono colonna sonora di vita non può che farci volare.

5. Com’è fare musica oggi rispetto a vent’anni fa? Cosa è cambiato in meglio e cosa è cambiato in peggio?

È cambiato tutto e secondo me in meglio. Oggi fare musica è più accessibile, la creatività è più in circolo e lo streaming ha liberato il successo di un brano dalla totale egemonia delle radio.

7. E voi due invece? Come siete cambiati rispetto a vent’anni fa, sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista umano?

La verità è che non ne abbiamo la più pallida idea. La vita si mangia la sensazione di cambiamento, ma sicuramente siamo cambiati tanto e insieme a noi la nostra musica.

8. Fra tutti i brani che avete pubblicato dall’inizio della vostra carriera artistica ad oggi, qual è quello cui siete più legati e perché?

Domandona. Credo che la canzone che ci ha fatto capire che stavamo iniziando un percorso importante sia “Semplicemente”. Non ha età.

9. Buoni propositi per l’anno nuovo?

Musica, musica, musica. Ma di quella che ti fa star bene.

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